Ozieri in piazza contro le minacce ai sindaci

Cittadini, associazioni e il vescovo alla manifestazione di solidarietà verso gli amministratori

OZIERI. Una numerosissima platea eterogenea di uomini, donne, bambini e ragazzi, silenziosi e composti, riuniti ieri mattina nella centralissima piazza Carlo Alberto è stata la risposta definitiva di Ozieri e di tutto il territorio agli episodi che in queste settimane hanno visto coinvolti Marco Murgia e Davide Giordano, sindaco e consigliere della città e Gino Satta, sindaco di Tula.

Cartoline offensive, una scritta su un muro e una croce dipinta sull’auto di Giordano più che preoccupare per l’effettiva pericolosità dell’atto, poco più che un’azione stupida e incivile, avevano avuto come conseguenza un’immediata reazione solidale scatenatasi sui social e subito dopo rinforzata da attestati di sostegno e comunicati ufficiali da parte di tutte le forze politiche.

A lanciare l’idea di una manifestazione in settimana ci avevano pensato il Partito Democratico, il Psd’az, l’Unione di Centro, il Partito dei sardi, Rifondazione Comunista e Liberi e Uguali, ma all’appello hanno risposto tutte le parti politiche senza distinzione di colori o appartenenza, ed anche parti sociali, civili e religiose dimostrando così il totale distacco di Ozieri da fatti che mai hanno coinvolto gli amministratori negli anni.

Ad affiancare Murgia, Satta e Giordano sono arrivati i sindaci dell’Unione dei Comuni Logudoro, del Goceano, scolaresche delle elementari, medie e superiori, la chiesa con il vescovo monsignor Corrado Melis, un paio di consiglieri regionali, forze sindacali, Anpi, diverse associazioni ma soprattutto tanti cittadini ed un nutrito gruppo di immigrati anch’essi parti offese ed oggetto di attacco insieme agli amministratori.

«Non faremo discorsi poiché ciò che conta oggi è solo la presenza – ha detto Marco Murgia – ed è doveroso ringraziare tutti per il sostegno e la solidarietà. Ozieri in questa giornata ha dimostrato che c’è una grande avanguardia civile che rifiuta ogni segno di intolleranza e di violenza e sarà lo zoccolo duro sul quale costruire il futuro».

Dall’improvvisato palco realizzato nella gradinata della piazza anche il vescovo ha voluto sottolineare la disapprovazione per i gesti di intolleranza ribadendo che sarebbe opportuno abbattere i muri e annullare l’egoismo per avviare un vero percorso di pace. «Siamo
qui perché ci sentiamo offesi come cittadini da quanto successo in questi giorni – hanno detto Giorgio ed Edoardo –. La nostra comunità ha sempre dato esempio di grande civiltà che non potrà certo essere intaccata da un paio di scritte offensive».

Francesco Squintu

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