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Il tracollo dopo l’affare Tanit

Al costruttore Brozzu saltò la vendita con Carrefour e si indebitò con le banche

SASSARI. L’affare Tanit, oltre ad aver segnato la politica Sassarese, ha dato una sterzata alla vita imprenditoriale di Nicolino Brozzu, delle sue società e al destino dei suoi dipendenti. E gli strascichi giudiziari proseguono con alti e bassi: a gennaio 2016 il Tar boccia il suo ricorso, mentre nel gennaio 2018 il giudice Anna Pintore sentenzia il dissequestro dei beni immobili dell’impresario di Castelsardo. Invece è ancora aperto il processo Puc-Tanit, che vede coinvolti diversi esponenti della politica. La storia è questa: nel 2006 il costruttore Brozzu voleva chiudere l’affare Carrefour. Il colosso francese aveva posato gli occhi sull’area dell’ex consorzio agrario. Voleva farci sorgere un mega centro commerciale. Però c’era un problema: la struttura in via di realizzazione era divisa in tre diversi locali. Quindi il 29 giugno 2006 la Vibrocementi presentò al Comune delle varianti in corso d’opera per riorganizzare gli spazi all’interno dello stabilimento. Nessun aumento di volumetria, solo ridistribuzione funzionale delle superfici in modo da renderli un corpo unico. Cioè un centro commerciale. Ma la pratica incontrò mille difficoltà a tutti i livelli, dal Comune, alla Regione. Ostacoli di natura urbanistica e autorizzativi sotto il profilo commerciale: stop ai nuovi grandi centri commerciali. La compravendita alla fine si arenò e per Brozzu cominciò il tracollo. Carrefour pretese indietro i 12 milioni di caparra, e l’imprenditore fu costretto a rivolgersi alle banche, stipulando fideiussioni, ed esponendosi con capitali, ipoteche, e beni personali. Tutte le sue società andarono in sofferenza, e iniziarono i licenziamenti. Alla fine Brozzu decise anche di giocare il jolly. Siccome uno degli impedimenti urbanistici era costituito proprio dal Puc del 2008, allora denunciò in Procura una serie di presunte illegittimità nell’approvazione, come l'incompatibilità del sindaco Ganau a partecipare al voto e altri presunti interessi
dell’ex consigliere Dolores Lai: ma non ottenne l’annullamento del Puc e neanche la variante edilizia. Nonostante le disposizioni dell’Ue andassero in direzione della liberalizzazione delle licenze commerciali, la Sardegna le recepì solo anni dopo. Troppo tardi per Brozzu. (lu.so.)

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