Assenteismo, indagati medici e infermieri

Bufera nel poliambulatorio Asl di Sorso: undici dipendenti ripresi a fare la spesa o seduti al bar durante l’orario di lavoro

SASSARI. Tre videocamere, due esterne puntate sui cancelli, e una interna rivolta verso l’apparato elettronico che attesta le presenze in servizio dei dipendenti attraverso la “strisciatura” del badge. E poi pedinamenti e controlli.

In questo modo i carabinieri del Nas hanno documentato una serie di assenze ingiustificate dal lavoro nel poliambulatorio della Asl di Sassari distaccato a Sorso. Una struttura dove si eseguono diverse prestazioni sanitarie e all’interno del quale si trovano gli ambulatori di igiene e sanità pubblica, ginecologia, ostetricia, pediatria, psicologia, punto prelievi per anziani e guardia medica.

Undici le persone – tra medici e infermieri – iscritte nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Cristina Carunchio con l’ipotesi di reato di truffa e, solo per tre, di peculato. C’era chi andava nell’edicola della figlia per aiutarla per poi tornare in ambulatorio dopo un’ora e mezza, chi usciva per andare al bar, chi risultava assente per malattia salvo poi essere ripreso in giro per il paese, chi mancava per due ore e andava nel negozio di frutta e verdura o in panetteria, chi in banca.

Gli indagati sono Maria Rita Sini, 61 anni, operatore tecnico nell’ambulatorio del servizio Igiene, Maria Rita Cossu, di 58, infermiera nel servizio cure primarie, Maria Rosa Pulino, di 59, infermiera nello stesso servizio, Gavino Franca, di 64, ausiliario specializzato, Maria Rossella Obino, di 53, fisioterapista – tutti di Sorso – e ancora Gian Franco Pilo, di 61, medico specialista in ginecologia, di Sennori, Marco Antonio Guido, di 63 anni, di Sassari, dirigente medico nel servizio di Igiene e sanità pubblica, il collega Stefano Giuseppe Palla, 43 anni, Vittorio Conti, di Sennori, 46 anni, infermiere e coordinatore dell’ambulatorio distaccato di igiene pubblica e Fabio Mario Fara, 61 anni, di Sorso, dirigente medico psichiatra nel centro di salute mentale.

Tutti sono accusati di truffa perché, come scrive il pm, «simulavano la presenza in servizio, attestandola con il proprio badge, quando invece risultavano ingiustificatamente assenti dal posto di lavoro. E così inducevano in errore l’Ats Sardegna circa la relativa presenza sul posto di lavoro, procurandosi un ingiusto profitto», ai danni ovviamente della stessa Azienda.

Ieri mattina tutti gli indagati, assistiti dagli avvocati Elias Vacca, Paolo Spano, Bruno Conti, Stefano Porcu, Mario Spanu, Salvatore Carboni, Elena Viglietti, Nino Cuccureddu, Sergio Porcu e Vittorio Campus, sono stati
interrogati e ora si attende la decisione del gip rispetto alle richieste di applicazione di misure interdittive (sospensione dal servizio) presentate dal pm che per alcuni ha anche sollecitato l’obbligo di dimora. La decisione potrebbe arrivare oggi.

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