Una dipendente aiutava la figlia in edicola

I militari l’hanno sorpresa dietro il bancone. Qualcun altro invece timbrava il cartellino del collega

SORSO. Per un mese e mezzo il marcatempo del poliambulatorio di Sorso ha macinato migliaia di minuti a vuoto. Più o meno gli stessi che le videocamere dei carabinieri del Nas hanno filmato mentre undici dipendenti dell’Ats si assentavano dal lavoro. I militari hanno passato le loro abitudini ai raggi X scoprendo che il programma era più o meno sempre lo stesso: ingresso intorno alle 7.30 e uscita libera.

Il resoconto è nero su bianco nella richiesta di applicazione delle misure cautelari che il pm ha presentato al gip. C’è un pedinamento molto complicato che riguarda un’indagata cui vengono contestati 45 episodi di assenteismo, con più ingressi e rientri in ufficio durante l’arco della giornata. La tappa principale era un’edicola di Sorso, gestita dalla figlia, dove la dipendente dell’Ats sarebbe stata sorpresa a lavorare: gli inquirenti l’hanno vista dietro al bancone. Questo succedeva mentre risultava in servizio al poliambulatorio e, in certi casi, anche mentre risultava assente per malattia. Nelle giornate della dipendente non ci sarebbe stata soltanto l’attività della figlia, ma anche la tappa al bar con amiche e colleghe, fino all’appuntamento con il figlio e gli addetti di Mondo Convenienza. Negli appostamenti dei militari c’è anche il classico furbetto che passa il badge al collega. Come è capitato in un caso a un’infermiera che ha chiesto “una mano” a una collega e che, tra l’altro, detiene anche un record: secondo gli inquirenti, il 12 gennaio ha timbrato alle 7.30 ed è sparita dall’ambulatorio in sei minuti. È tornata alle 13.43, mezz’ora prima di timbrare l’uscita. C’è poi chi si concede poche ma preziose assenze, undici in tutto, quanto basta per sbrigare qualche compera: in banca e poi alla tabaccheria. A un’altra dipendente viene contestata una sola assenza: timbra in uscita per fare un’assistenza domiciliare ma i militari si accorgono che prima di tornare al lavoro fa un salto al bar e poi uno a casa. Uno dei dirigenti medici avrebbe invece macinato assenze alternando alcune capatine nella sua villa in campagna con l’acquisto di bombole di gas, la spesa all’Eurospin di Sennori e qualche giocata nella ricevitoria dell’Auchan di Sassari.

E poi ci sono i tre indagati per peculato: hanno accesso all’auto aziendale dell’Ats e pranzano spesso insieme. Ma non avrebbero timbrato l’uscita da lavoro. Il 17 gennaio si trovano in servizio a Perfugas. I carabinieri li seguono in un percorso di rientro “allungato”: la destinazione è Santa Maria Coghinas, per rifocillarsi in un ristorante vicino alle terme. Tra gli undici indagati c’è anche uno psichiatra dell’ambulatorio del Centro di salute mentale che avrebbe accumulato ore fuori dal lavoro – per il vero non troppe nell’arco di un mese e mezzo di controlli – soprattutto dopo l’ora di pranzo. Anche lui senza timbrare il cartellino. A due infermiere piaceva invece uscire dal poliambulatorio in compagnia delle
colleghe, in un caso anche dopo una lunga assenza per malattia. E infine qualcuna accompagnava la figlia dal meccanico e a fare compere, scarpe e abbigliamento, pane e verdura. Condotte che gli indagati avranno modo di chiarire attraverso i loro legali.

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