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Olmedo, per i 13 minatori è il giorno del verdetto

Attese e speranze per l’esito del tavolo convocato oggi pomeriggio a Cagliari Intanto Testoni (Ugl) avvia una raccolta fondi su Internet per aiutare gli operai

OLMEDO. Oggi potrebbe essere il giorno delle risposte attese da tempo. I minatori di Olmedo, da 15 giorni in occupazione all’interno della cava di estrazione di bauxite, hanno passato Pasqua e Pasquetta a una profondità di 80 metri nel pozzo umido e buio dove già avevano trascorso il Natale. Comprensibilmente guardano con speranza all’incontro convocato per oggi a Cagliari. Intorno al tavolo, alle 15.30, ci saranno i vertici degli assessorati regionali dell’Industria, del Lavoro, dell’Igea e i sindacati dei lavoratori, tre per ogni sigla. Se sarà raggiunta un’intesa i minatori potrebbero anche decidere di mettere fine all’occupazione iniziata lo scorso 20 marzo per sollecitare la Regione sull’annunciato reinserimento occupazionale degli operai. «Ci auguriamo che venga sottoscritto un verbale che definisce i tempi per il rispetto degli impegni presi - è la dichiarazione del segretario territoriale dell’Ugl Chimici, Simone Testoni – Ci sono tredici minatori che sono privi di ammortizzatori sociali e che possono essere reinseriti secondo la tabella di marcia già prefissata e che si è bloccata senza un perché. Vogliamo anche garanzie per i prossimi 13 operai che non avranno più paracadute sociale da luglio e da dicembre prossimi».

Intanto è stata avviata anche una raccolta fondi su internet per sostenere le famiglie dei minatori di Olmedo che lottano a 80 metri di profondità per salvare il posto di lavoro e dare un futuro ai loro figli. L’idea è partita proprio dal dirigente dell’Ugl, Simone Testoni, che ha aperto una sottoscrizione sul sito www.gofundme.com per aiutare concretamente i tredici lavoratori che stanno occupando la miniera di bauxite in attesa di buone notizie dalla Regione sul futuro del sito estrattivo. «Auspichiamo che la Regione, tramite Igea, li assuma a breve per iniziare il ripristino del giacimento», spiega ancora Testoni, che invita tutti a mettersi una mano sulla coscienza e dare un sostegno a questi lavoratori che si trovano in una condizione di oggettiva difficoltà. «Fino a quel momento i minatori hanno bisogno di un aiuto per poter garantire il minimo alle loro famiglie – aggiunge il sindacalista – Useranno quel denaro per mangiare e per le spese di base, per garantire la sopravvivenza loro e delle loro famiglie». Come afferma ancora
Testoni, «i minatori non riescono più ad andare avanti, non hanno alcun tipo di reddito, la situazione è sempre più esasperante».

Ma bisognerà aspettare l’incontro di oggi pomeriggio a Cagliari per sapere qualcosa in più e per poter ricominciare a programmare il proprio futuro.

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