Sassari, violenze sessuali e furti: un imputato e 23 vittime

Rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica. L'inchiesta è della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari

SASSARI. Rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica. Il gup di Cagliari ha accolto la richiesta dell’avvocato Antonio Secci, legale difensore di Giovanni Nadali, il 54enne sassarese che nel 2011 ha reso la vita impossibile a decine di persone.

Sono 23 in tutto le persone offese nel processo che si sta celebrando davanti al gup di Cagliari Gabriella Muscas. Titolare dell’inchiesta è la Dda considerato che l’imputato era in possesso di diverso materiale pedopornografico che in più di un’occasione si sarebbe procurato riprendendo giovani vittime (di sedici e diciassette anni) mentre facevano la doccia negli spogliatoi delle palestre che frequentavano. «Riprese zoomate – scrive il pm – su particolari anatomici del seno e delle natiche».

Vanno dalla violenza sessuale all’estorsione, dal danneggiamento alla ricettazione le accuse a carico del 54enne di Sassari che da tempo “frequenta” le aule del tribunale.

In quest’ultima inchiesta che risale a sette anni fa, a Nadali viene contestata una serie di reati che seguono quasi sempre un modus operandi identico. Cambiano le vittime, in sostanza, ma le modalità di azione sono le stesse.

L’imputato è accusato – in molteplici occasioni – di aver squarciato le gomme delle auto di alcune persone, in un caso con l’aggravante di averlo fatto per poter poi molestare la vittima prescelta in un parcheggio pubblico. Il 54enne deve anche rispondere di furto aggravato per aver rubato il portafoglio dalla borsetta che una giovane sassarese aveva appoggiato su un seggiolino al PalaSerradimigni. E come se non bastasse l’aveva minacciata di non restituirglielo «qualora non avesse simulato al telefono un rapporto sessuale con lui». Cosa che non avvenne perché la vittima lo denunciò.

Accusa di violenza sessuale anche in un’altra circostanza. Giovanni Nadali, sempre stando alla Procura, avrebbe cercato di costringere un’altra donna «a compiere atti sessuali minacciandola di rivelare al marito della sua relazione extraconiugale, nonché di distribuire nelle cassette delle lettere dei suoi vicini di casa la copia del dvd contenente le immagini di un rapporto sessuale tra la stessa donna e il suo amante, se non avesse avuto un rapporto sessuale con lui».

E poi c’è anche l’estorsione perché in una circostanza avrebbe chiesto prima 3mila e poi 1500 euro a una coppia
minacciandola, qualora non avessero pagato, «di consegnare a una persona la scheda di memoria della videocamera e un dvd contenente un rapporto sessuale tra gli stessi».

La richiesta di perizia psichiatrica presentata dall’avvocato Antonio Secci è stata accolta. (na.co.)

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