Approvato il piano per il centro storico

Ozieri, sarà più semplice intervenire sugli immobili ma restano le prescrizioni della Soprintendenza

OZIERI. Mancano solo le ultime osservazioni dell’ufficio tutela del paesaggio per completare l’iter del Piano Particolareggiato del centro storico, approvato nella penultima seduta del consiglio comunale. Il passaggio in consiglio è stato l’ultimo passo di una procedura iniziata nel dicembre del 2016 con la presentazione del piano, predisposto dall’architetto Andrea Pirastru, analizzato anche in un incontro pubblico con tecnici, cittadini e altri portatori di interesse, aggiornato con le osservazioni giunte nei due mesi successivi e con le indicazioni giunte dall’analisi del rischio idrogeologico, e infine approvato dall’assemblea civica. Grazie a questo strumento saranno agevolati tutti coloro che vorranno ristrutturare edifici nel centro storico grazie all’ampliamento delle possibilità offerte e allo snellimento della burocrazia: avere già all’interno del piano le osservazioni dell’ufficio tutela eviterà a chi presenterà progetti di ristrutturazione di dover chiedere anche quel parere (ma dovrà esserci il via libera della soprintendenza) eliminando un passaggio che allunga i tempi. «Tra le possibilità offerte – spiega il presidente della commissione Urbanistica Pierangelo Fae – c’è quella di chiudere delle terrazze, aggiungendo spazi alle abitazioni, pur con il vincolo di rispettare i modelli architettonici. Altri vincoli riguardano i materiali e le tipologie storiche delle costruzioni, ma le possibilità offerte sono comunque ampie. Oltre a questo, il piano contiene una norma che tutela il decoro e la sicurezza nel centro storico: l’invito ai proprietari delle case fatiscenti a ristrutturare facciate e cornicioni cadenti». Ampliare le possibilità di recuperare gli edifici antichi è la spinta decisiva per cercare di ripopolare il centro storico ma anche per tentare di “muovere” l’economia, e per questo sarebbe auspicabile che si potesse inserire anche la possibilità per i proprietari non interessati a ristrutturare di cedere gli immobili al Comune, che ha accesso a migliori forme di finanziamento. Come per esempio quelle della legge regionale che finanzia sia i privati sia il settore pubblico e anzi privilegia quest’ultimo: uno dei motivi per i quali Ozieri, pur quarta nella graduatoria, non ha ricevuto i fondi dell’ultimo finanziamento. In attesa che la legge venga rifinanziata, e tenendo conto che una norma nazionale agevola il 50 per cento delle spese per interventi di ammodernamento ed efficientamento energetico, l’entrata in vigore del piano particolareggiato costituisce uno strumento importante per avviare
la rivalutazione di uno centro storico che è tra i primi in Sardegna per ampiezza e bellezza, dando anche la possibilità di “attualizzarlo” poiché prevede l’eventualità di abbattere edifici fatiscenti e di scarso valore storico per creare piazzette, spazi verdi, persino parcheggi.

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