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Assenteismo, il gip sospende 4 medici

Le indagini del Nas sui “furbetti” del cartellino nel poliambulatorio di Sorso: disposto lo stop anche per tre infermieri

SASSARI. L’obiettivo originario era quello di «verificare lo standard dell’offerta sanitaria pubblica» nel poliambulatorio di Sorso, ma i controlli che avrebbero dovuto fornire un responso in quell’ambito avevano invece rivelato qualcosa di diverso e inaspettato. E cioè un “andazzo” che i carabinieri del Nas hanno spiegato così: «Una notevole disinvoltura nell’assentarsi dal posto di lavoro, senza alcuna giustificazione».

Si parla degli undici – tra medici e infermieri – dipendenti della Assl di Sassari finiti sotto inchiesta per truffa aggravata e peculato (reato contestato solo a tre). Dipendenti nei confronti dei quali il pm titolare delle indagini, Cristina Carunchio, aveva chiesto, nei giorni prima delle festività pasquali, l’applicazione di misure interdittive. La decisione del giudice è stata notificata ieri mattina agli indagati.

In particolare sono stati sospesi dal servizio per un mese i quattro medici Gian Franco Pilo, Marco Antonio Guido, Stefano Giuseppe Palla e Fabio Fara, e l’infermiere Vittorio Conti; per tre mesi Maria Rita Sini, operatore tecnico specializzato nell’ambulatorio del servizio Igiene e sanità pubblica, e Maria Rita Cossu, infermiera nel servizio Cure primarie. Tutti – compresi gli indagati nei confronti dei quali il giudice ha ritenuto di non dover applicare misure (che neppure erano state chieste dal sostituto procuratore Carunchio) – sono accusati «di aver simulato la presenza in servizio, attestandola con il proprio badge personale, quando invece risultavano ingiustificatamente assenti dal posto di lavoro».

Tre videocamere, due esterne puntate sui cancelli, e una interna rivolta verso l’apparato elettronico che attesta le presenze in servizio dei dipendenti attraverso la “strisciatura” del badge. E poi pedinamenti e controlli. In questo modo i carabinieri del Nas hanno documentato una serie di assenze ingiustificate dal lavoro nel poliambulatorio della Asl di Sassari distaccato a Sorso. Una struttura dove si eseguono diverse prestazioni sanitarie e all’interno del quale si trovano gli ambulatori di igiene e sanità pubblica, ginecologia, ostetricia, pediatria, psicologia, punto prelievi per anziani e guardia medica. C’era chi andava nell’edicola della figlia per aiutarla per poi tornare in ambulatorio dopo un’ora e mezza, chi usciva per andare al bar, chi risultava assente per malattia salvo poi essere ripreso in giro per il paese, chi mancava per due ore e andava nel negozio di frutta e verdura o in panetteria, chi in banca. Assenteismo ingiustificato, appunto, documentato dai militari guidati dal comandante Gavino Soggia che avevano raccolto una serie di immagini e le avevano poi consegnate al sostituto procuratore Carunchio titolare dell’inchiesta.

Gli indagati, assistiti dagli avvocati Elias Vacca, Paolo Spano, Bruno Conti, Stefano Porcu, Mario Spanu, Salvatore Carboni, Elena Viglietti, Nino Cuccureddu, Sergio Porcu e Vittorio Campus erano stati interrogati dal gip al quale qualcuno aveva fornito una giustificazione ritenuta plausibile rispetto all’assenza dal lavoro. Ed è questa la ragione per la quale la misura interdittiva non è stata applicata a tutti e undici gli indagati.

A tre indagati è stato contestato anche il peculato perché secondo gli inquirenti avrebbero utilizzato l’auto di servizio per spostamenti che non rientravano tra quelli previsti per lavoro. I militari hanno accertato attraverso un’attività di pedinamento che i tre avrebbero pranzato spesso insieme. Ma non avrebbero timbrato l’uscita da lavoro. Ad esempio il 17 gennaio si trovavano in servizio a Perfugas, i carabinieri li avevano seguiti in un percorso di rientro “allungato”: la destinazione era Santa Maria Coghinas, dove avrebbero pranzato in un ristorante vicino alle terme.

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