Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Terminata l’occupazione della miniera di Olmedo

Dopo 15 giorni a -80 metri i lavoratori tornano in superficie, presidio negli uffici L’accordo con la Regione darà subito occupazione a 13 minatori senza stipendio

OLMEDO. «Non è il massimo che si poteva ottenere, però prendiamo il meglio di questo accordo e speriamo che in tempi brevi si risolva il problema per tutti i lavoratori della miniera».

Per i minatori del giacimento di bauxite di Olmedo l’accordo firmato due giorni fa con la Regione che si è impegnata a ricollocare i 13 operai senza ammortizzatori sociali che occupavano la cava e gli altri 15 che rimarranno senza a partire da luglio è «una boccata d’ossigeno», ma non può essere definita la fine di tutti i problemi.

Ieri mattina, dopo due settimane a 80 metri di profondità i minatori sono comunque risaliti in superficie. «Ma la nostra protesta continua negli uffici del sito - hanno detto i lavoratori davanti ai cancelli della miniera - dove resteremo in assemblea permanente per verificare gli sviluppi tecnici dell’accordo siglato con la Regione».

Ieri mattina i lavoratori e i rappresentanti sindacali si sono riuniti per approfondire i dettagli dell’intesa stipulata a Cagliari. E simbolicamente lo hanno fatto fuori dai cancelli del sito minerario.

«I minatori hanno interrotto l’occupazione della miniera per dare un segnale di distensione alla Regione in modo che possa sbrigare le pratiche burocratiche - ha spiegato il segretario territoriale dell’Ugl Chimici, Simone Testoni - nel contempo abbiamo inviato una nota ai comuni interessati ai quali chiediamo di dar gambe all’accordo stipulato due giorni fa.

I comuni di Olmedo, Alghero, Sassari, Tissi, Putifigari e Villanova dovranno infatti sviluppare assieme alla Regione progetti legati al piano LavoRas.

«Vigileremo sul rispetto di quanto pattuito», hanno aggiunto i segretari Filctem Cgil regionale e territoriale di Sassari, Francesco Garau e Gianfranco Murtinu e il segretario Femca Cisl Luca Velluto, ricordando che «13 minatori verranno assunti in Igea fino a dicembre prossimo e quindici inseriti nei progetti legati a Lavoras».

I lavoratori assunti a tempo determinato dall’Igea saranno impiegati negli interventi per la messa in sicurezza del giacimento di bauxite che risulta parzialmente allagato e dove anche i macchinari sono a rischio. Le operazioni di bonifica e manutenzione delle gallerie sono particolarmente urgenti, e occorrerà agire subito. In un paio di settimane le operazioni di ricollocazione dei lavoratori dovrebbero essere concluse.

«Speriamo che questo accordo rappresenti la fine di un incubo - spiega davanti ai cancelli Pasqualino Piras, uno dei lavoratori appena usciti dalla miniera - e che quella passata sia l’ultima notte trascorsa a 80 metri di profondità».