Sassari, sei specializzandi di Veterinaria devono restituire la borsa di studio

Hanno perso il diritto all’assegno dell’Ersu: «Incomprensibili le motivazioni»

SASSARI. Sei specializzandi di Veterinaria dovranno restituire la borsa di studio che avevano ottenuto grazie al bando pubblicato dall’Ersu a luglio 2017 per l’anno accademico 2017-2018. Lo hanno appreso da una lettera raccomandata spedita dagli uffici dell’Ente regionale per il diritto allo studio dalla quale si evince che i sei specializzandi, essendosi iscritti alla scuola di specializzazione in Sanità animale e produzione zootecnica a giugno del 2017 (data della selezione stabilita dall’università di Sassari) risultano immatricolati nell’anno 2016-2017, quindi è come se fossero “ripetenti” e per questo motivo non hanno diritto alla borsa di studio riferita all’anno accademico in corso. Una incongruenza che, spiegano gli specializzandi, non dipende in alcun modo da loro e che rischia di metterli in grave difficoltà. «Non solo ci troviamo a dover restituire una somma non esigua, nel mio caso 1640 euro - spiega uno dei veterinari coinvolti in questo pasticcio burocratico - ma, oltre a non percepire il resto della borsa, il totale può arrivare a circa 3mila euro, dobbiamo pagare le tasse per le quali, se sei beneficiario di borsa di studio, sei esente».

Insomma, una batosta per sei giovani laureati che, appartenendo all’area sanitaria e non a quella medica del ministero non accedono alla retribuzione di circa 1800 euro che spetta agli specializzandi mentre le tasse universitarie ammontano a circa 2400 euro all’anno. Le spiegazioni ricevute negli uffici degli enti coinvolti non sono state ritenute soddisfacenti dai veterinari: «All’Ersu ci hanno risposto che l’incongruenza fra l’anno di immatricolazione e quello in cui risultiamo beneficiari non può essere superata». E c’è da sottolineare che i vertici dell’ente regionale in questo momento sono incompleti perché a tutt’oggi il presidente della Regione Sardegna non ha provveduto a nominare il presidente, motivo per il quale non è possibile convocare il consiglio di amministrazione. Risulta quindi impossibile prendere decisioni e provvedimenti che non rientrino nell’ordinaria amministrazione. L’università, dal canto suo, ha “rimbalzato” i giovani laureati affermando che il problema nasce all’interno dell’Ersu e che gli uffici
amministrativi di ateneo non possono farci nulla. «Siamo senza parole - concludono gli specializzandi - perché ci sentiamo impotenti davanti a una macchina burocratica che schiaccia in nostri diritti». I giovani sperano ancora che si ponga rimedio a questa ingiustizia. (g.g.)

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller