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Esce dal coma e accusa "Mi hanno investito": giallo a Nughedu San Nicolò

Giovanni Antonio Pedranghelu nel suo letto in ospedale

Un uomo di 36 anni è in ospedale con ventitré fratture e un polmone perforato, dopo averlo ascoltato i carabinieri indagano per tentato omicidio

NUGHEDU SAN NICOLÒ. «Ricordo solo che stavo aprendo un cancello e che una macchina mi è passata sopra. Poi nella mia testa c'è il buio...». Giovanni Antonio Pedranghelu, 36 anni, di Nughedu San Nicolò, è in un letto d'ospedale con ventitré fratture e un polmone perforato.

Dopo essersi risvegliato dal coma ha provato a mettere a fuoco frammenti di memoria ma gli unici ricordi di quella sera in cui qualcuno lo ha ridotto in fin di vita sono due. Il primo: il momento in cui è salito sulla macchina di un conoscente; il secondo: le ruote di un'auto che lo schiacciano. Pochi ma importantissimi flash che hanno consentito ai carabinieri di avviare le indagini per tentato omicidio. Ma c'è di più. Secondo gli inquirenti chi ha investito il 36enne (non si sa se volontariamente o meno), e lo ha schiacciato, non si sarebbe "limitato" a questo. Forse convinto di averlo ammazzato, piuttosto che provare a salvargli la vita lo avrebbe trascinato e gettato nella stradina sottostante da un'altezza di circa tre metri.

A volerci vedere chiaro sono i familiari di Giovanni Antonio che si sono rivolti all'avvocato Antonio Secci perché faccia tutti i passi necessari per arrivare a scoprire chi abbia ridotto il loro caro in quello stato.

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