I martiri Turritani ritornano in basilica dopo il restauro

Cinque mesi di lavori per eliminare i danni dei tarli Il progetto è stato finanziato dall’azienda Turrismarket

PORTO TORRES. Una cerimonia semplice ma intensa di emozioni quella di venerdì sera nella Basilica di San Gavino quando è stato tolto il telo che ricopriva i tre simulacri lignei policromati dei Santi Martiri Gavino, Proto e Gianuario. L’opera realizzata nei primi decenni del Seicento - da anonimi intagliatori-pittori di bottega napoletana – è infatti ritornata ufficialmente all’interno della chiesa romanica dopo gli interventi di restauro nel laboratorio sassarese della ditta “Il Cortonese” di Sergio Gnozzi.

Un progetto finanziato interamente dall’azienda Turrismarket, con la direzione scientifica di Maria Paola Dettori e la consulenza storica dell’epigrafista Giuseppe Piras, e presentato alla città nei locali del centro commerciale I Granai. La prima fase del restauro dei simulacri lignei raffiguranti i Martiri Turritani ha avuto inizio lo scorso novembre con il trattamento di disinfestazione dalla presenza degli insetti xilofagi e poi l'operazione con un antitarlo applicato sul legno mediante iniezione a siringa nei fori prodotti dal ciclo larvale degli insetti.

Si è deciso di intervenire anche sull'intera struttura del catafalco, con una profonda disinfestazione preventiva e il restauro si è concluso con una protezione a base di cera sui simulacri.

Gli oggetti di culto popolare sono stati ricollocati in Basilica il 15 febbraio 2018 e ora sono pronti per il prossimo appuntamento con la fede e la tradizione millenarie. Ovvero la processione che il 3 maggio partirà dalla Basilica e raggiungerà la chiesetta di San Gavino a mare, dove le statue lignee resteranno all’interno dell’ipogeo per ricevere la devozione e il contatto fisico dei fedeli fino alla Pentecoste.

«Aver realizzato per primi questo restauro con un investimento privato ci riempie di orgoglio – ha detto il presidente di Turrismarket Maurizio Zolesi – e ci siamo sentiti di farlo in coincidenza con i 40 anni di presenza dell’azienda nel territorio e soprattutto in un momento di difficoltà da parte di enti e istituzioni: un dono sincero per tutti i portotorresi e per mantenere forte il legame storico con i tre Protomartiri».


Il parroco di San Gavino, don Mario Tanca, ha invece ringraziato lo sponsor aziendale che ha permesso il prezioso restauro e ha poi ricordato i mesi più significativi (aprile, maggio, ottobre) dove è forte la venerazione dei Santi Martiri da parte di tutta la Diocesi.

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