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La tragedia della guerra commuove S’Aspru

SILIGO. «Un dono prezioso che è sceso in mezzo a noi come un pane caldo da masticare», ha detto padre Morittu al termine della rappresentazione “La disfatta e la riscossa”, portata in scena dalla Pro...

SILIGO. «Un dono prezioso che è sceso in mezzo a noi come un pane caldo da masticare», ha detto padre Morittu al termine della rappresentazione “La disfatta e la riscossa”, portata in scena dalla Pro loco di Cossoine nel centenario della Grande Guerra. «Un regalo - ha aggiunto il padre francescano - che ha infuso nella Comunità un bel sentimento di rivalsa, espresso dall’esempio e dalla forza dell’interiorità, che gli ospiti di S’Aspru vanno ricercando». La conferma è arrivata alla fine dello spettacolo, quando i giovani della Comunità si sono alzati in piedi e hanno applaudito a lungo quella che in fondo era anche una metafora della loro vita: la caduta, il difficile percorso del riscatto, la vittoria finale. In una atmosfera di grande suggestione, con i giovani di S’Aspru in trepida attesa per quel lavoro che sentono così vicino alla loro esperienza, e con i giovani interpreti del liceo scientifico di Pozzomaggiore, particolarmente emozionati sul palco, si sono ripercorse le vicende che hanno portato dalla disfatta di Caporetto alla resistenza sul Piave e all’avanzata che ha portato alla vittoria finale del 4 novembre 1918. La storia si è dipanata attraverso l’esperienza del Milite Ignoto, le diverse fasi della guerra, scandite dalle musiche di Egidio Campus e l’assalto della Brigata Sassari. Ma anche le avventure dei soldati italiani nei postriboli militari, i due poli dell’animo umano, combattuti fra la coscienza dell’uomo e il dovere del soldato. Alla fine, il presidente della Pro loco, Piero Foddanu, ha consegnato una targa ricordo e alcuni doni per la biblioteca locale, mentre nel momento conviviale, l’esibizione fuori programma per voce e piano di Edoardo Solinas, Fabiola Casule e Fabio Sias, ha coinvolto tutti sulle note del “Perfect” di Ed Sheeran e “Alba Chiara” di Vasco Rossi. I saluti affettuosi e gli abbracci finali hanno sottolineato un arrivederci che, è facile prevedere, non si farà attendere. (m.b.)