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Burgos, che fare della scuola di polizia a cavallo? Lo decidono i cittadini

Vertice con il presidente della Regione Pigliaru, il turismo equestre potrebbe essere una carta vincente

BURGOS. Saranno gli abitanti di Burgos ha decidere il futuro del compendio che ha ospitato la scuola di polizia a cavallo, un futuro che guarda con interesse al turismo. Questo è quanto è emerso dall’incontro di ieri al quale hanno preso parte il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru, gli assessori agli Enti locali Cristiano Erriu, alla Difesa dell’ambiente Donatella Spano e all’Agricoltura Pier Luigi Caria. Con loro anche i consiglieri regionali Daniele Cocco e Gaetano Ledda. Una presenza massiccia dei rappresentanti dell’esecutivo regionale che dimostra l’attenzione della giunta verso il territorio.

Incontro atteso da tempo soprattutto da parte degli abitanti di Burgos che volevano conoscere le intenzioni della Regione riguardo al futuro della ex scuola di polizia a cavallo. Un futuro, ha detto Francesco Pigliaru, che non può essere calato dall’alto ma che deve essere scritto seguendo la volontà dei diretti interessati. Cioè i cittadini di Burgos. E a loro si è rivolto Francesco Pigliaru invitandoli a presentare una proposta che possa permettere al compendio di Foresta Burgos di essere un mezzo di sviluppo per l’intero territorio. E, come avevano ipotizzato anche i comitati sorti al momento dell’istituzione della scuola di polizia, la scelta non può che essere finalizzata alle attività turistiche. Un turismo che, ovviamente, non può essere slegato dalle attività equestri, potente mezzo di richiamo e fattore di attrattività in un mercato internazionale in perenne ricerca di novità.

Il compendio di Foresta Burgos può e deve essere una risposta alla “fame” di sviluppo che però deve essere - come ha sottolineato il presidente Pigliaru - sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia economico. E la Regione intende accompagnare il progetto di riutilizzo della scuola di polizia a cavallo, progetto o idea che devono proporre i cittadini. L’incontro di ieri, che si è svolto in un clima di assoluta collaborazione, è stato interlocutorio ma è servito a tracciare un percorso che coinvolge la parte pubblica (la Regione) e la parte privata (i cittadini di Burgos).

Il futuro del compendio di Foresta Burgos deve nascere da un’idea condivisa, come ha sottolineato più volte il presidente Francesco Pigliaru, e anche per questa ragione esecutivo regionale e cittadini si sono dati un appuntamento di massima (tre settimane, un mese ma non di più) per esaminare le proposte che arriveranno dal basso, delle persone che conoscono le esigenze della comunità che vede in quella struttura equestre un possibilità di rilancio non solo di Burgos ma di buona parte del Goceano.