Il convertitore di C02 dei ragazzi dello Spano miglior idea d’impresa

Gli studenti di Sassari fanno il bis al premio nazionale di Confindustria. La loro start up green un freno all’inquinamento delle auto  

SASSARI. I ragazzi del liceo Spano fanno il bis: per il secondo anno consecutivo la miglior idea d’impresa é la loro. Una start up green: una nuova tecnologia da applicare ai veicoli a motore benzina, diesel e ibridi attraverso un convertitore di CO2 che permette di abbattere fino all’80 per cento le emissioni di anidride carbonica dei veicoli. Il premio lo hanno ricevuto a Gaeta nell’ambito del Festival dei Giovani, kermesse nazionale di istruzione, formazione e svago che richiama giovani e studenti provenienti da tutt’Italia, nell’ambito dell’iniziativa “La tua idea d’impresa®” rivolta agli studenti delle superiori. Progetto promosso da Confindustria con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca su ideazione di Strategica Community e con la collaborazione di Intesa-San Paolo e Luiss-Guido Carli.

Il prestigioso riconoscimento di migliore progetto imprenditoriale a livello nazionale é stato assegnato dal direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto, e dall’amministratore delegato di Sistemi Formativi Confindustria, Paola Previdi, ai 10 alunni delle classi 4a C e 5a B-C-E del Liceo scientifico Spano, accompagnati dalla professoressa Giovannella Meazza in qualità di referente per l'alternanza scuola-lavoro e tutor del gruppo di lavoro, e dal rappresentante di Confindustria Centro Nord Sardegna, Roberto Chironi, responsabile dell’Ufficio economico e dei rapporti con la Scuola-Università e promotore della partecipazione delle scuole a questo tipo di iniziative. Gli studenti dello Spano hanno battuto gli agguerriti avversari giunti da tutt’Italia: 200 progetti presentati, oltre 2000 studenti, 18 territori in gara, 22 finalisti.

Dopo il successo della sorprendente Spirulina Factory nell’ambito della nutraceutica dello scorso anno, anche il nuovo progetto Drop Technology è stato giudicato il migliore per l’elevato contenuto di innovazione e l’enorme valenza ambientale, per la significativa fattibilità economica e le elevate potenzialità di sviluppo produttivo. La vera mossa a sorpresa, che ha spiazzato la giuria, è stata la presentazione di un prototipo realizzato con la collaborazione del dipartimento di chimica e del FabLab dell’Università di Sassari. Era la prima volta che un gruppo di alunni di un liceo si presentava con una realizzazione pratica. Definito anche il costo: un milione di euro per la commercializzazione, con ricavi ipotizzabili per 50 milioni nel quinto anno di esercizio.

«Questa volta siamo oltre il campo della simulazione d’impresa, ma rimane sempre “un gioco” – ha affermato la professoressa Meazza, commentando il risultato –. Partendo dalla constatazione che l’inquinamento dell’aria rappresenta uno dei principali problemi che affliggono il nostro pianeta, ci siamo accorti che i ragazzi avevano avuto l’intuizione giusta». «La nostra associazione – ha precisato Roberto Chironi di Confindustria – ha aderito con convinzione al progetto, anche grazie alla collaborazione
e al supporto della Camera di Commercio di Sassari, in linea con la sua ultra ventennale esperienza di raccordo tra il mondo del lavoro e scuole, coinvolgendo gli Istituti a condividere questo percorso e accompagnando i ragazzi nelle fasi formative e di orientamento».



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