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Ordinanza antifavismo: il sindaco non la rispetta

Esporlatu, Franco Furriolu coltiva le fave in un podere al centro del paese: «Non sono l’unico e qui non ci sono fabici». L’opposizione scrive ai vigili urbani 

ESPORLATU. Nel Comune di Esporlatu non si possono coltivare fave fino a duecento metri dal centro abitato, ma a piantarle è proprio il primo cittadino. Le numerose lamentele dei cittadini del paese del Goceano aumentano di giorno in giorno e i consiglieri di opposizione hanno accolto la protesta scrivendo alla Polizia municipale.

«A seguito di numerose lamentele da parte dei concittadini – scrivono –, in qualità di consiglieri di opposizione intendiamo portare a conoscenza che nel terreno di proprietà, o comunque nella sua disponibilità, del primo cittadino Franco Furriolu, collocato nel centro storico del paese, è presente una coltura di fave nonostante sia in vigore un’ordinanza comunale datata 16 aprile 1999. Si chiede quindi un intervento risolutore della situazione a beneficio della salute dei cittadini».

La segnalazione diretta all’ufficio della polizia municipale chiede quindi un intervento celere affinché nessun cittadino di Esporlatu affetto da favismo abbia conseguenze negative. L’ordinanza dell’allora sindaco Gaetano Ledda vieta la semina di fave all’interno del centro abitato e in un perimetro di duecento metri dal paese. L’esecuzione dell’ordinanza è nelle mani del servizio di Igiene pubblica della Asl di Sassari, del distretto di Ozieri e degli agenti della forza pubblica.

«Nel nostro paese sono diverse le persone affette da favismo, tale situazione tale va fermata quanto prima. E se a farlo è il primo cittadino, è ancora più grave», ribadisce la minoranza. Dal canto suo il sindaco Furriolu si difende: «Non sono l’unico a coltivare fave nel territorio di Esporlatu, e – aggiunge – nel paese non conosco persone affette da favismo». La sindrome da favismo, causata dal deficit dell’enzima G6PD costringe chi ne è affetto a tenersi lontano da fave e dalle colture. Il contatto o l’inalazione dei loro pollini può causare gravi crisi emolitiche, tali da mettere in grave pericolo la vita della persona fabica.

La patologia consente una vita perfettamente normale e non comporta in genere alcun disturbo ma in prossimità di queste coltivazioni si nasconde il potenziale pericolo. Il favismo in fase acuta è una condizione pericolosa, in quanto l’anemizzazione può essere rapida, si parla di poche ore, e drammatica, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza del fabico. È per tutti questi motivi, aldilà del normale principio del rispetto delle regole, che la popolazione è in allarme e chiede una immediata risoluzione del problema.