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Nelle chiese dell’Anglona i segreti dei Templari

CASTELSARDO. Le notizie dal Medioevo sono sempre interessanti e sorprendenti, ancor di più se annunciate in una delle sedi di maggior splendore del medioevo sardo: il castello edificato dei Doria su...

CASTELSARDO. Le notizie dal Medioevo sono sempre interessanti e sorprendenti, ancor di più se annunciate in una delle sedi di maggior splendore del medioevo sardo: il castello edificato dei Doria su un promontorio. La conferenza “News da Medioevo” promossa dall’associazione culturale Nuovi Orizzonti per Castelsardo, proprio nella sala XI del castello dei Doria, ha registrato gli interventi dello storico medievista Alessandro Soddu dell’università di Sassari, di Gianluigi Marras, funzionario della Soprintendenza Archeologica, preceduti dall’intervento del presidente dell’associazione Christian Speziga che ha introdotto il tema raccontando come, che negli ultimi decenni, il territorio anglonese sia stato costantemente al centro degli interessi storico- linguistici dell’università di Sassari e di altri atenei, proprio per quel che concerne il Medioevo, periodo storico che ha lasciato sul territorio tracce particolarmente significative, meritevoli di una più vasta conoscenza e di una adeguata valorizzazione. Si è parlato della chiesa di San Pietro delle Immagini di Bulzi, nel cuore dell’Anglona, parte integrante di un monastero del quale restano poche tracce. I recenti studi fanno ritenere che la chiesa abbia avuto un ruolo importante nel panorama dei centri monastici medievali. Nel 1220 venne infatti costruita la facciata, con il transetto e l’abside. La costruzione è di mano francese, gli artigiani lasciarono una firma misteriosa che si intravvede ancora nell’arco della facciata, risulta che i lavori vennero finanziati da una banca molto ricca e internazionale, quella dei Templari. In una monofora ci sono il timbro della banca e la croce patente templare. La chiesa è anche un orologio, con le tre monofore che si accendono e, in pochi secondi, si spengono dalla ora sesta alla ora nona. Una chiesa che doveva essere molto ricca, tanto da contenere “Su Rughefissu”, un rarissimo gruppo ligneo di cui esistono sono 15 esemplari in tutto il mondo. Si è sottolineata anche l’importanza economica dei villaggi di Santa Maria Coghinas e Viddalba e del ruolo centrale che ebbe in Anglona Castelgenovese (poi Castellaragonese) e i suoi statuti. Nel 1335 vennero infatti emanati, da Galeotto Doria, gli statuti di Castelgenovese per organizzare la vita della città. Ne emerge una particolare attenzione verso la coltivazione del vigneto, sia attraverso l’incentivazione di nuovi impianti che attraverso la tutela di quelli preesistenti. E osservando i
capitoli dedicati al commercio del vino emergono linee di una politica di protezionistica a tutela dei produttori locali. I Doria ponevano infatti un divieto di importazione di vino prodotto da vigneti che si trovavano al di fuori del territorio castellano.

Donatella Sini

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