Uri dà l’addio a Francesco Morte ancora misteriosa

Oggi alle 15.30 i funerali nella chiesa di Nostra Signora della Pazienza La tragedia di Barcellona non è stata chiarita: gli esiti dell’autopsia tra 2 mesi 

URI. La magistratura spagnola nei giorni scorsi ha svolto l’autopsia sul corpo di Francesco Masia, il 34enne di Uri che otto anni fa aveva lasciato il suo paese per trasferirsi a Barcellona per lavoro, e poi morto in circostanze misteriose. Così il cadavere è stato cremato, e i resti sono stati restituiti alla famiglia. Perciò questo pomeriggio alle 15,30 si svolgeranno i funerali nella chiesa di Nostra Signora della Pazienza.

Invece occorrerà attendere almeno due mesi per avere novità sui riscontri dell’esame autoptico e per fare luce su un decesso dai contorni molto nebulosi.

Nemmeno la sorella della vittima Giusi e il marito partiti immediatamente non appena ricevuta la notizia del decesso, sono riusciti ad avere un quadro certo. Per ora l’indagine pare si stia sviluppando su una pista principale.

All’attenzione degli investigatori catalani c’è un episodio che risalirebbe a quattro giorni prima il decesso del 34enne di Uri: Francesco Masia sarebbe rimasto coinvolto in una rissa in strada.

Ed è proprio dall’autopsia che si aspettano indicazioni sulle lesioni riportate da quella lite sfociata nella violenza fisica. Il giovane infatti era finito in ospedale, ed è proprio durante il ricovero che le condizioni sono peggiorate fino alla morte.

A Uri, tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia Masia, molto conosciuta e ben voluta. Il padre di Francesco, Stefano, venuto a mancare qualche anno fa è stato titolare di uno dei bar più frequentati, conosciuto e chiamato ancora oggi il bar di “Peppone” Il testimone poi è passato alla figlia Giusi che attualmente ne cura la gestione.

Molto colpita da questa tragedia la sindaca Lucia Cirroni: «Conosco molto bene la sorella Giusi, con la quale sono legata da una salda amicizia». E all’ultimo saluto che si celebra questa pomeriggio, Uri si unisce con la proclamazione del lutto cittadino. Tutta la comunità saprà manifestare affetto e cordoglio.

Anche il parroco di Uri,
don Gianni Nieddu, ha voluto testimoniare la propria vicinanza e la solidarietà: «Non ci sono parole – ha detto il sacerdote – ma in questo momento è importante che la madre di Francesco, la sorella e gli altri familiari sentano forte l’abbraccio affettuoso di tutto il paese».



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