guerra ai decibel 

Sequestrati gli strumenti a un circolo di via San Donato

SASSARI. Musica a tutto volume, avventori che urlano per strada, qualcuno che scambia i portoni per wc pubblici. Il locale di via San Donato 12 aveva attirato su di sè decine di esposti e moltissime...

SASSARI. Musica a tutto volume, avventori che urlano per strada, qualcuno che scambia i portoni per wc pubblici. Il locale di via San Donato 12 aveva attirato su di sè decine di esposti e moltissime lamentele. Dormire, per chi risiede nelle vicinanze, era diventato impossibile. «Per me che abito sopra – racconta un’inquilina – è un inferno. Il rumore sale dal pavimento, non si riesce nemmeno ad ascoltare la tv. Prima del circolo c’era una frutta e verdura, e non mi risulta siano stati fatti interventi di insonorizzazione. È facile immaginare cosa filtra dai muri. Io ho seri problemi di salute e non posso permettermi di non dormire». I vigili urbani un mese fa avevano effettuato i controlli fonometrici, e inviato le risultanze al magistrato. E nei giorni scorsi, proprio su mandato del tribunale, hanno posto sotto sequestro la strumentazione acustica del locale. Le misurazioni avevano evidenziato un palese disturbo alla quiete pubblica. Si parla di suoni schiamazzi, rumori e e vibrazioni ben oltre la soglia consentita. E qui c’è la prima annotazione interessante da parte del magistrato. Il provvedimento del giudice dice espressamente che le rilevazioni tecniche sono un elemento probante oggettivo e importante, ma per configurare il reato di disturbo della quiete sarebbero sufficienti anche le testimonianze di più residenti, e la loro descrizione di un rumore che va oltre ogni tolleranza. Il documento poi richiama un altro aspetto interessante: il gestore non ha impedito che i frequentatori si riversassero all’esterno del locale in via Fontana e via San Donato, chiacchierando ad alta voce, bevendo e urinando nei portoni e tra i veicoli in sosta. Il gestore non ha preso alcuna contromisura per limitare gli
schiamazzi esterni, e una sentenza della cassazione, citata dal giudice, individua proprio il titolare del locale come il responsabile del disturbo esterno arrecato dai suoi clienti. C’è proprio l’obbligo giuridico di controllare che gli avventori non arrechino disturbo. (lu.so.)

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