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«A Fiume Santo manodopera ceca al posto di operai locali»

PORTO TORRES. «In un momento così drastico dal punto di vista economico per la comunità turritana mi sembra assurdo vedere al lavoro 50 manovali della Repubblica Ceca all’interno della termocentrale...

PORTO TORRES. «In un momento così drastico dal punto di vista economico per la comunità turritana mi sembra assurdo vedere al lavoro 50 manovali della Repubblica Ceca all’interno della termocentrale di Fiume Santo: questo significa che 50 padri di famiglia portotorresi – che possono svolgere umilmente le stesse mansioni lavorative - non possono portare a casa il pane per i loro figli perché sono disoccupati e senza alcun paracadute sociale». Una situazione segnalata dal consigliere comunale sardista Costantino Ligas qualche settimana fa in Consiglio, che col passare dei giorni non ha però avuto alcuna risposta da parte dell’esecutivo. «I numeri della disoccupazione aumentano vertiginosamente – aggiunge Ligas – e ad essere penalizzati sono sempre i lavoratori del territorio, alla faccia degli accordi e dei protocolli firmati a più riprese negli ultimi anni». Dall’inizio della demolizione
dei gruppi ad olio combustibile, circa un anno fa, all’interno dell’area della centrale erano impiegati 30 unità, di cui 15 sardi e 5 della Repubblica Ceca. Allo stato attuale il rapporto si è completamente invertito, e i locali che lavorano come manovali sono solo 5. (g.m.)

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