Codrongianos si fa bello per attirare più visitatori

I progetti: riqualificare il centro storico e investire sugli impianti sportivi

CODRONGIANOS. Percorrendo la SS 131 in direzione Cagliari non si può non notare il piccolo e grazioso centro di Codrongianos, accoccolato in posizione strategica su una impervia collina. Furono i Romani a capire l’importanza strategica e logistica di questa piccola altura tanto che per presidiare la strada che da Karalis portava a Turris Libisonis vi edificarono il Castrum Gordianus, nome che nel corso dei secoli muterà prima in Cotroianu e poi in Codrongianos. Il sito divenne un autentico e importante crocevia e alla periferia del paese sopravvivono ancora i locali della cosiddetta “Rimessa” dove avveniva il primo cambio dei cavalli e il deposito delle merci in viaggio verso il Capo di sotto, il Logudoro e la Gallura.

Oggi Codrongianos è un paese tranquillo e laborioso che gravita attorno al capoluogo sassarese da cui dista solo una manciata di chilometri e questa sua posizione ha consentito al paese di non soffrire, come tantissimi altri centri del circondario, dell’inarrestabile fenomeno dello spopolamento. Cessata la sua funzione di importante crocevia, dopo la costruzione della 131 che scorre a valle del centro abitato, il paese ha trovato infatti nuove prospettive di sviluppo e nuovi stimoli.

Certo qualcosa è stata persa, come ad esempio la scuola, che vive una situazione abbastanza anomala. La scuola elementare infatti non c’è più e gli scolari del paese devono raggiungere in parte Ploaghe e in parte Florinas con gli scuolabus, mentre è sopravvissuta la scuola media, ma anche questa è a rischio di accorpamento. Eppure il Comune ha investito molto sui servizi della sua scuola che è ora all’avanguardia, dal punto di vista didattico, tecnologico e persino sportivo. «Stiamo lavorando – assicura il sindaco Andrea Modetti – per trovare una soluzione condivisa con i comuni vicini perché non si perda questa importante istituzione, che è la vera linfa vitale per ogni comunità. Siamo un’amministrazione giovane e puntiamo a tenere vivo e vivibile il nostro piccolo centro. Per questo stiamo lavorando molto sull’urbanizzazione. Stanno infatti per partire alcuni progetti per riqualificare l’ingresso del paese e alcune aree del centro storico e per la creazione di un nuovo belvedere. Partiranno a breve anche i lavori finanziati dalla Regione per la realizzazione dell’ecocentro all’interno dell’area dell’ex mattatoio comunale. Un altro finanziamento regionale ci permetterà di ampliare il cimitero e abbiamo previsto interventi importanti nel centro congressi di Saccargia, nel plesso scolastico e per il completamento della palestra comunale».

Codrongianos può vantare un importante museo diocesano che custodisce fra l’altro due stupendi retabli provenienti dalla basilica di Saccargia. «L’idea – spiega Modetti – è quella di collegare il turismo (che arriva numeroso alla basilica medievale) anche al paese, proponendo un percorso culturale che attraverso il museo diocesano porta alla bella chiesa di San Paolo (attualmente chiusa al culto per motivi di stabilità ma con un progetto già in atto di consolidamento statico), alle altre chiese urbane e alla casa-museo della beata Elisabetta Sanna, vicino alla quale sorgerà (attraverso un progetto di programmazione territoriale) un grande parco (con parco giochi e pista di mountain bike) e un’area parcheggi che potrà tornare utile anche agli utenti della vicina casa di riposo. Con 200mila euro interverremo anche negli impianti sportivi considerato che a Codrongianos ha sede, oltre all’omonima società sportiva, anche la società sportiva giovanile Coros-Logudoro cui fanno capo centinaia di giovani atleti che arrivano dai centri vicini». Insomma Codrongianos punta a valorizzare il suo patrimonio ma soprattutto a rendere questo grazioso centro sempre più vivibile (non si paga la Tasi, ad esempio) e sempre più dotato di servizi e strutture. Ma non si può visitare Codrongianos e andare via senza aver acquistato i gustosissimi ciccioneddos codronzanesos, una vera e propria specialità locale. Si tratta di una variante molto particolare degli ormai celebri gnocchetti sardi confezionati però esclusivamente a mano e con un particolare miscuglio
di farine. La loro caratteristica è quella di essere piccolissimi tanto che per confezionarne un kg sono necessarie ben tre ore di lavoro. La sagra dei ciccioneddos si tiene ogni anno in paese nell’ultimo sabato di luglio e quest’anno è arrivata alla sua ventesima edizione.



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