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autonomia popolare 

Occorre tutelare le imprese locali

Il consigliere comunale Carta: «Deve cambiare il rapporto con Eni»

PORTO TORRES. La seduta del consiglio comunale aperta ai vertici Eni per il consigliere di Autonomia popolare Alessandro Carta è stata l’ennesima occasione persa per ottenere quel segnale necessario e improrogabile per risollevare in maniera concreta e soprattutto sostenibile l’industria del nord Sardegna. «Il rapporto tra Eni e il territorio deve necessariamente cambiare e non è possibile sperare di ottenere risultati diversi se si continua a procedere come è stato fatto negli ultimi 20 anni: ciò che manca tra i propositi della multinazionale, non emerso purtroppo nel corso del dibattito, sono gli impegni a tutela delle aziende locali, che dovrebbero essere messe nelle condizioni di poter lavorare». Per l’esponente di Ap il tessuto economico turritano non è attrezzato ai parametri richiesti da Eni, ma questo è un limite che deve essere superato subito. «Proprio su questo la politica – aggiunge Carta -, amministrazione comunale in primis, deve far convergere tutti gli sforzi necessari e allo stesso modo servono ragionamenti seri come è stato fatto in altre regioni d’Italia: deve infatti chiedere ad Eni la disponibilità di tutte quelle aree del comparto industriale inutilizzate che potrebbero essere un ottimo richiamo per gli investimenti sul nostro territorio». Nel dibattito in consiglio,
infatti, per Carta tutto questo è mancato: «Serve la volontà da parte di tutti di sedersi attorno ad un tavolo e aprire un “protocollo Sardegna”, per mostrare un deciso cambio di passo e per ricostruire concretamente quel rapporto ormai perso tra territorio ed Eni». (g.m.)

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