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I “Dimonios” cittadini onorari della gloriosa Vittorio Veneto

Nuovo importante riconoscimento per la Brigata Sassari alla quale, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Grande guerra, è stata concessa la cittadinanza onoraria

SASSARI. Nuovo importante riconoscimento per la Brigata Sassari alla quale, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Grande guerra, è stata concessa la cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto. Nei giorni scorsi, il consiglio comunale del centro trevigiano, su proposta dell’Associazione nazionale del fante, ha conferito la prestigiosa onorificenza per una serie di motivazioni elencate durante la seduta dell’assemblea civica. «I suoi reggimenti, 151° e 152°, sono i più decorati del 1° conflitto mondiale – si legge nel decreto di conferimento – (due medaglie d’oro al valore militare per ciascun reggimento) e pertanto ben rappresentano e racchiudono le glorie di tutte le 116 brigate di fanteria che presero parte a quel conflitto di cui Vittorio Veneto fu l’agognata conclusione. Tra le unità di fanteria in vita in questo primo centenario i due reggimenti sono gli unici ad avere meritato la massima decorazione al valore militare per eventi connessi con il primo conflitto mondiale».

L’attestato sarà consegnato durante una cerimonia ufficiale in programma a Vittorio Veneto il 26 maggio prossimo quando la città, uno dei più importanti teatri della Prima guerra mondiale, ospiterà il trentaquattresimo raduno nazionale dell’Arma di fanteria, previsto dal 22 al 27 maggio.



La pergamena sarà consegnata anche ai reggimenti di fanteria 5° “Aosta”, 9° “Bari” e 82° “Torino”. Ma quello concesso alla Brigata Sassari è certamente il riconoscimento più significativo perché tra le unità ancora in vita, come rimarcato nelle motivazioni, il 151° e 152°, sono gli unici reparti ad avere avuto la massima decorazione al valore militare. Va detto, senza retorica, che la Sassari è tra le Brigate più decorate della Grande guerra e che grazie all’eroismo dei Sassarini, alle bandiere furono concesse, infatti, due medaglie d'oro per ciascun reggimento, ma il reparto ebbe anche quattro citazioni speciali sui bollettini del comando supremo e alle fanfare dei reggimenti il re, motu proprio, concesse le drappelle reali (scudo sabaudo e stemma di Sardegna). Gli austriaci impararono presto a temere i fanti sardi che prima di ogni assalto cantavano “Dimonios” sventolando un fazzoletto biancorosso. Ufficiali e soldati della Brigata furono decorati con nove medaglie d'oro, 405 d'argento, 551 di bronzo e altri sei ufficiali ricevettero l'ambìto Ordine militare di Savoia. Le perdite furono in proporzione: la “Sassari” pagò alla guerra oltre tredicimila uomini (3817 caduti e 9104 tra feriti e mutilati), caddero 138 Sassarini ogni 1000 incorporati (la media nazionale fu di 104).

Il reparto venne “ricostituito” due volte e, per farlo, si dovette ricorrere anche al trasferimento di militari sardi che servivano in altri reggimenti. Attualmente gli uomini della Sassari sono impiegati all’estero su tre delicatissimi teatri operativi in Afghanistan, Iraq e Libia.