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Tissi, indagato il titolare del deposito con l’eternit

I carabinieri su incarico della Procura hanno messo sotto sequestro l’area Il 30 aprile scorso per domare un incendio è intervenuto anche il nucleo Nbcr

SASSARI. È stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di inquinamento ambientale il titolare dell’impresa che occupava i locali del magazzino andato a fuoco lo scorso 30 aprile a Tissi. I carabinieri della stazione del paese, coadiuvati dai colleghi del Nucleo operativo ecologico, hanno messo sotto sequestro il locale su incarico della Procura della Repubblica di Sassari.

Dopo l’incendio, domato con non poca difficoltà dai vigili del fuoco, i carabinieri avevano avviato mirate un’indagine per scoprire la natura del rogo e il motivo per cui le fiamme fossero state talmente intense da rendere necessaria l’evacuazione delle vicine abitazioni e la verifica della loro integrità strutturale. Durante le operazioni di spegnimento era stato necessario anche l’intervento di una squadra Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) dei vigili, in quanto era stata rilevata la presenza di amianto nella struttura.

I successivi accertamenti condotti dai militari hanno poi consentito di scoprire che il magazzino non era più una falegnameria, ma era diventato una vera e propria discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi. L’area - che è stata comunque messa in sicurezza e non rappresenta più un pericolo - dovrà ora essere bonificata da una ditta specializzata non appena saranno conclusi tutti gli accertamenti.

La mattina del 30 aprile scorso si era temuto il peggio. Prima la combustione, poi le fiamme e infine un’esplosione che aveva fatto saltare in aria il tetto del magazzino. Intorno alle 7 del mattino in via Municipale, pieno centro storico, all’interno del magazzino si erano sviluppate le fiamme. Lamiere, pezzi di motore, impianti elettrici e molti altri rifiuti speciali erano stati ammucchiati – incautamente – dall’uomo finito nel registro degli indagati. Qualcuno del vicinato aveva dato l’allarme. Il fumo aveva reso l’aria irrespirabile. Sulla strada avevano cominciavano a volare pezzi di metallo. Il calore aveva fatto saltare in aria anche il tetto in eternit e scaglie di amianto erano finite a pochi passi dalle porte delle case. Sul posto erano intervenuti dopo pochi minuti i vigili del fuoco di Sassari che avevano immediatamente capito la gravità della situazione e chiesto la collaborazione della loro squadra Nbcr. Oltre ai carabinieri del nucleo radiomobile di Sassari e della stazione di Ossi, il sindaco Gian Maria Budroni e l’assessore Gionni Deledda avevano fatto un sopralluogo nella via per rendersi conto della situazione. Ora la magistratura ha disposto il sequestro preventivo dell’area in attesa delle operazioni di bonifica.