La Lu Bagnu-Castelsardo sarà messa in sicurezza

Accordo tra Comune, Anas ed Enas per riaprire entro un mese la strada Il tratto è chiuso dal primo maggio dopo la caduta di un masso da un costone

CASTELSARDO. Un mese di tempo per mettere in sicurezza il costone di Punta Spinosa e riaprire il tratto di statale tra Lu Bagnu e Castelsardo. È questa la road map emersa mercoledì scorso in un incontro in prefettura tra il Comune di Castelsardo e i rappresentati dei vigili del fuoco, del Servizio territoriale opere idrauliche, dell’Anas e dell’Enas. L’amministrazione comunale interverrà con una procedura di somma urgenza e la Regione si è impegnata a finanziare i lavori.

Il tratto della statale 200 è chiuso dal primo di maggio, quando si era verificata una prima frana con il distacco di un grosso masso che era piombato dal costone sulla carreggiata. Un altro distacco si era poi verificato anche nei giorni successivi. La strada era però già stata chiusa la traffico fin dalla sera del primo maggio. A quel punto il sindaco Franco Cuccureddu aveva incontrato tecnici e funzionari dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici e dell’Anas per studiare assieme gli interventi da attuare per mettere in sicurezza il tratto di strada interessato dai cedimenti del costone e limitare i disagi ai cittadini, costretti a fare i conti con il territorio comunale tagliato in due: nella frazione di Lu Bagnu si trovano una scuola elementare e il liceo scientifico, mentre in paese ci sono tutti gli altri servizi, uffici comunali, farmacia, ambulatori medici. Si tratta di un’area la cui pericolosità è stata più volte segnalata da Comune e Genio civile ad Anas e Regione. La giunta comunale aveva quindi dichiarato lo stato di calamità naturale e chiesto una riunione urgente in prefettura che, mercoledì scorso, ha compiuto i passi necessari per la riapertura del tratto di statale. Durante l’incontro il sindaco ha dichiarato la disponibilità del Comune a intervenire, con procedure di somma urgenza, nel terreno privato soprastante la statale per il disgaggio dei massi che tuttora si trovano in equilibrio precario. «Abbiamo messo in chiaro che l’impegno del Comune si sarebbe realizzato solo a patto che l’Anas riaprisse a strada immediatamente dopo il disgaggio – ha spiegato Cuccureddu sul suo profilo Facebook – e dopo averla sistemata dai danni che verranno provocati dalla caduta dei massi. Quindi senza attendere una messa in sicurezza assoluta o certificazioni in tal senso, che mai potranno esserci, trattandosi di zona classificata R4 dal PAI, quindi col massimo rischio di caduta massi».

Sempre nel corso del vertice in prefettura, l’Anas ha assunto formalmente
l’impegno richiesto dal sindaco. Questo significa che il Comune potrà procedere immediatamente – si parla di procedure di somma urgenza – ad affidare gli incarichi ai geologi e a una ditta specializzata di rocciatori che andrà a realizzare gli interventi di messa in sicurezza.

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