Giave dichiara lo stato di calamità naturale

La giunta Uras stanzia 25mila euro per gli interventi urgenti e scrive alla Regione «Strade impraticabili, raccolti distrutti, case e aziende sommerse: ci serve aiuto»

GIAVE. Venticinquemila euro dal bilancio comunale già in campo per garantire i primi interventi urgenti. Stato di calamità naturale approvato in giunta. E mandato alla sindaca Maria Antonietta Uras di trasmettere la dichiarazione alla Regione e alle autorità competenti perché procedano ad un intervento urgente ed immediato con trasferimento di risorse per fronteggiare la situazione di emergenza .

Fa la conta dei danni in Comune di Giave dopo la bomba d’acqua dello scorso lunedì, talmente violenta da far deragliare il treno regionale Cagliari-Olbia che passava nelle sue campagne, con la linea tornata in attività solo venerdì.

Solo uno dei danni, e non il più grave. In trenta minuti infatti nel territorio sono caduti 23,2 litri d’acqua per ogni metro quadrato. «Una portata idraulica di molto superiore – spiega il sindaco Uras – a quella che le canalizzazioni esistenti e i corsi d’acqua hanno potuto possono assorbire, causando l'innalzamento del livello dell'acqua, tracimazione di canali e rii di scolo che dal centro abitato confluiscono verso l’agro del territorio di Giave».

Risultato: l’allagamento delle campagne con conseguente inondazione dei campi e rovina di colture e di alcune aziende agricole, tra cui un mangimificio. Ma anche alcune abitazioni private, pubblici edifici in genere e attività produttive insediate a Campu Giavesu finite letetralmente sotto l’acqua.

«Una situazione di emergenza non ancora conclusa – continua la sindaca – a causa della difficoltà del deflusso di alcuni corsi d’acqua, dell’impraticabilità di alcune strade, e del perdurare delle condizioni climatiche avverse. Una delle strade interrotte inoltre è quella che dall’abitato conduce al depuratore comunale e che, in caso di disservizio l’ostruzione intralcerebbe l’intervento da parte di mezzi e operatori».

Emergenza da gestire e cocci da raccogliere: allevatori, agricoltori, aziende e privati cittadini, continuano a segnalare al Comune il disagio e le difficoltà dovute ai danni causati dalla bomba d’acqua, e per fare una stima accusata serviranno settimane.

Meglio
dunque mettersi avanti con il complesso iter che serve a veder riconosciuta, e soprattutto rifusa, la calamità naturale. Col Comune che comunque cercherà di porre riparo ai danni più evidenti. Sperando che il tempo sia clemente e che il disastroso lunedì rimanga solo un brutto ricordo.

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