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Burgos, la Confartigianato punta sul turismo equestre

La riqualificazione dell’ex scuola di polizia può rilanciare l’economia del Goceano Ma è importante la partecipazione della Regione e di investitori internazionali

BURGOS. È lo sviluppo turistico la prospettiva più valida per il futuro della ex scuola di polizia a cavallo di Burgos. Ne sono convinti i vertici della Confartigianato del Goceano, dopo il fallimento del progetto originale che, secondo il responsabile Roberto Nieddu, «ha determinato soltanto una perdita di tempo durata purtroppo 15 anni senza frenare il progressivo spopolamento del territorio e l’emigrazione dei giovani». Secondo il responsabile di Confartigianato ci sono tutte le premesse, «la storica tradizione dell’allevamento del cavallo, l’ambiente incontaminato, l’archeologia, la montagna e l’ospitalità tipica dei nostri territori», affinché a Burgos si crei un polo turistico montano. Confartigianato accoglie quindi la proposta fatta nelle scorse settimane dal presidente della Regione Francesco Pigliaru di istituire un bando per aprire le porte a eventuali investimenti internazionali, ma facendo in modo che «tale operazione si concili con le legittime aspettative delle comunità locali». Secondo Roberto Nieddu, l’intervento di importanti soggetti imprenditoriali, sicuramente da incentivare, non deve creare ostacolo all’iniziativa di meno importanti realtà economiche locali. Ecco quindi l’idea di incentivare la nascita di nuove cooperative e l’inserimento dei disoccupati del posto, alle quale il Comune dovrebbe affidare la gestione dell’hotel e della struttura cosiddetta Direzione dove potrebbero nascere attività ricettive. Confartigianato auspica anche una presenza della Regione, in particolare per la valorizzazione e la tutela del patrimonio ippico «tramite il ripristino degli standard di allevamento del cavallo così com’era prima dell’avvento della scuola di polizia» però condividendo con soggetti esterni il maneggio e il galoppatoio, per moltiplicarne le attività a uso turistico. Serviranno interventi strutturali, che secondo Nieddu «non dovranno avere impatto negativo sull’ambiente e inoltre dovrebbero avere come protagonisti le maestranze e le attività imprenditoriali del territorio». Insomma, il territorio non deve ulteriormente avere perdite, ma solo ricadute positive: ecco quindi la sesta e ultima proposta: che la Regione trasferisca gli eventuali canoni di affitto delle strutture al Comune di Burgos «il quale dovrà impegnarlo in migliorie infrastrutturali, riavviare gli scavi del villaggio nuragico e nella cura del verde nel compendio di Foresta». Proposte sulle quali Confartigianato invita le istituzioni al dialogo.