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Dipendenze in rosa, non sono un tabù

Il ciclo di incontri voluti dal Centro Lares ha fatto tappa a Nughedu San Nicolò

NUGHEDU SAN NICOLÒ. Parlare delle dipendenze per comprenderle e per sconfiggerle, in un dialogo aperto tra donne fuori dal chiuso delle mura domestiche. È un altro bel risultato dell’iniziativa “InDipendenze…in rosa”, serie di incontri interattivi di confronto sulle dipendenze al femminile, del centro per la famiglia Lares del Plus del distretto sanitario di Ozieri, gestito dal Consorzio Network Etico, in collaborazione con il SerD. Di recente si è chiusa la tappa di Nughedu, seguita a quelle svolte in altri comuni del Logudoro e del Goceano, che ha visto tre serate di confronto e di riflessione sul tema delle dipendenze femminili - da sostanze stupefacenti e da alcol o dipendenze affettive - per meglio comprendere le specificità e le problematiche sottostanti ai vari comportamenti che le provocano o le creano. Tutte donne le partecipanti, un gruppo ricco ed eterogeneo per età ed esperienze di vita e professionali, che nei tre incontri hanno percorso un cammino di consapevolezza, partendo dall’analisi del concetto di “dipendenza” iniziando dalla definizione soggettiva data da ciascuna di esse. «Non vi sono cause specifiche connesse in modo diretto con i comportamenti di dipendenza - è la conclusione tratta dalle psicologhe del Lares - ma si tratta di un insieme di fattori di rischio che interagendo tra loro possono far precipitare in uno stato di dipendenza. Comprendendo cosa bisogna evitare, ovvero i fattori di rischio, si comprende che cosa si deve promuovere, ovvero i cosiddetti fattori di protezione per favorire salute e benessere».

Un altro tipo di dipendenza, affrontato nel secondo incontro, è la dipendenza affettiva, forma patologica di amore all’interno della relazione di coppia che può portare esiti drammatici ma che dà sintomi e gratificazioni del tutto sovrapponibili a quelli indotti da sostanze stupefacenti. Sull’alcool si è infine incentrata la terza serata degli incontri, nei quali si è analizzato il fenomeno, sempre più diffuso, di abuso “nascosto” di alcool da parte delle donne: un uso confinato nel privato, vissuto in solitudine tra le mura domestiche o dissimulato per timore di colpevolizzazione e riprovazione sociale, per combattere il quale è necessario chiedere aiuto ed intraprendere un percorso di cura sono perciò ancora molto forti: eventualità che però trovano molte resistenze proprio perché si tratta di comportamenti privati.

Tre temi che hanno riscosso grande interesse da parte delle donne partecipanti, segnale che il lavoro del Lares nella sensibilizzazione nei confronti di temi anche delicati sta dando frutti importanti. (b.m.)