Da Balai a San Gavino i 1700 anni dei Martiri

Oggi alle 18 la messa nel parco davanti al santuario, poi il viaggio verso la Basilica Nelle prime ore del mattino l’arrivo dei pellegrini da Sassari guidati dal vescovo

PORTO TORRES. Fedeli provenienti dalla città e da tutta la diocesi si ritroveranno oggi alle 18 sul parco di Balai per seguire la messa vespertina prima di riaccompagnare in processione i simulacri dei Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario fino alla Basilica. Tante gente ha seguito nei giorni scorsi le novene di primo mattino all’interno della chiesetta di Balai Vicino - costruzione addossata ad ipogei preesistenti e ritenuti luogo della sepoltura dei tre Protomartiri - e continuo è stato il pellegrinaggio per una preghiera di devozione e un ringraziamento ai Santi. La costruzione a picco sul mare è un luogo santo - secondo la “Passio” - dove vennero recuperate le reliquie da Comita Judike di Torres: per una promessa fatta a San Gavino, in seguito alla guarigione dalla lebbra, le portò a Monte Agellu dove fece costruire una grande Basilica dedicata al Santo. Nella notte tra ieri e oggi si è invece rinnovata la tradizione del pellegrinaggio notturno a cui hanno partecipano molti fedeli provenienti da Sassari e da altri paesi della diocesi. Un cammino della fede per i Martiri cominciato nella cattedrale sassarese di San Nicola con le veglia di Pentecoste celebrata dall'arcivescovo monsignor Gian Franco Saba. Lo stesso vescovo ha poi guidato il pellegrinaggio notturno verso la tomba dei Protomartiri, nella basilica di San Gavino, che in passato seguiva l’ultimo tratto dell’antica strada romana a Karalibus Turrem, l’arteria che collegava Turris Libisonis con Karales (oggi Cagliari), e oggi si snoda invece lungo la ex 131. Davanti alla chiesa romanica c’è stata l’accoglienza dei pellegrini e intorno alle 3 la concelebrazione della messa presieduta dal vescovo di Sassari. Domani è il giorno vero e proprio della Festha Manna, che comincia alle 10,30 con il solenne Pontificale presieduto dall’arcivescovo e concelebrato da canonici del capitolo, parroci e sacerdoti della diocesi. Al termine della messa il rito della consegna delle chiavi davanti al sindaco di Sassari, al sindaco di Porto Torres e al vescovo dell’Archidiocesi. Una tradizione che risale a diversi secoli fa e che simboleggia
l'appartenenza della Basilica alla municipalità di Sassari. Che prima riceveva e poi riconsegnava le chiavi al parroco della chiesa perché la custodisse e amministrasse. Dopo il rituale partirà la solenne processione eucaristica, in direzione del porto, guidata dal vescovo di Sassari.

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