Monumenti Aperti: dall’Argentina a Padria per far conoscere il paese ai figli

Un emigrato è rientrato dopo 30 anni in occasione della manifestazione per mostrare alla famiglia la sua origine. Centinaia di persone arrivate da Sassari e Cagliari per visitare il piccolo centro

PADRIA. Le strade di Padria sono state animate per due giorni da centinaia di persone, alla scoperta delle ricchezze archeologiche, culturali, ambientali, proposte in occasione dell’edizione 2018 di Monumenti aperti. E quella che fu “Gurulis Vetus” si è offerta ai visitatori - disturbati solo un po’ dal maltempo - con tutto il suo spessore e le sue stratificazioni storiche. Tanti i sassaresi giunti a Padria per l’occasione, ma anche i cagliaritani gli ospiti dei paesi vicini. Addirittura una famiglia di argentini, con il capofamiglia emigrato che mancava da Padria da 30 anni, e che ha fatto coincidere il suo rientro con l'edizione di Monumenti aperti, per far vedere ai propri figli e alla moglie il suo paese di nascita.

I gioielli che Padria ha messo in mostra per l’occasione, sono stati: il Convento francescano, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, la mostra degli ornamenti sacri, la Casa Piras, il Museo civico archeologico, la chiesa parrocchiale di Santa Giulia, la chiesa di Santa Croce, il Complesso archeologico di Palattu, il granaio di Casa Piras, la chiesa di San Giuseppe, il Parco dei tre Colli, il nuraghe Binza, il nuraghe Longu. Tutti i siti sono stati visitati e apprezzati da centinaia di persone con la sola Casa Piras che ha registrato quasi 450 ingressi. Il nuraghe Binza, vicinissimo al centro abitato, ha accolto tanti visitatori che, trovandosi il sito a poca distanza dalla chiesa di san Giuseppe, proseguivano la passeggiata lungo il percorso definito.

Come sempre, i bambini e le bambine di Padria, hanno svolto il ruolo di guide, e con la loro con allegria e spontaneità hanno rappresentato l'elemento trainante dell’attivissimo gruppo di volontari che ha lavorato all’edizione di Monumenti aperti 2018. Un buon richiamo hanno esercitato anche gli eventi collaterali organizzati dal Comune: la presentazione del libro “Mortos in terra Anzena” di Giuliano Chirra, i “Boes e Merdules” di Ottana, il coro di Pozzomaggiore ed il gruppo folk di Sassari, hanno certamente arricchito la manifestazione. Grande soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale, che ha gestito con la collaborazione dei volontari, delle scuole, degli operatori economici,

tutte le fasi organizzative della manifestazione. “E’ andato tutto molto bene nonostante la non bellissima giornata della domenica – afferma il sindaco Alessandro Mura – una scommessa vinta che ha consentito ancora una volta di promuovere e far apprezzare il nostro paese”.
 

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