Tula lancia la “campagna del latte”

I problemi della zootecnia sono stati affrontati nel corso di un incontro con i vertici di Copagri

TULA. Parte da Tula, dove nei giorni scorsi si è tenuta una tavola rotonda sull’agricoltura, la vertenza di Copagri sulla nuova normativa per i serbatoi del gasolio agricolo e sul futuro del prezzo del latte. Alla presenza di Paolo Ninniri e Tore Piana, rispettivamente presidente e vice presidente dell’organismo territoriale delle provincie di Sassari e Olbia Tempio, con Elena Vidili promotrice finanziaria per Banca Sella che ha parlato di credito e di mediazione civile, la tavola rotonda ha sviscerato diversi problemi, a cominciare dalla ancora non definita vertenza sugli indennizzi della siccità dello scorso anno, con ritardi nei pagamenti da parte della Regione nonostante la disponibilità di 39 milioni di euro; del ritardo nella campagna vaccinale per il sierotipo 4 della Blue Tongue e dei pagamenti del Piano di svilupp rurale 2014/2020; delle pastoie della burocrazia. Ma a tenere banco, come detto, sono stati i punti del futuro del prezzo del latte ovino e della normativa sui serbatoi aziendali per il gasolio agricolo, con quest’ultima che impone molti obblighi agli agricoltori ma sulla quale esistono scarsissime informazioni. Sul prezzo del latte si è acceso in particolare il dibattito, soprattutto perché in questi giorni molte cooperative stanno approvando i bilanci 2017 e il prezzo medio per il 2017 si sta attestando su 0,75 euro al litro di latte, mentre quest’anno 2018 sia industriali che cooperative hanno elargito acconti che variano dai 0,80 con punte di 0,93 euro al litro. «Quest’anno il prezzo medio del Pecorino Romano, secondo i dati ufficiali Ismea e CClat, si attesta su una media di 7,70 euro al chilogrammo, prezzo ritenuto più che soddisfacente – dicono Ninni e Piana –. Ma se si considera che lo scorso anno il prezzo era di 5.50 euro, e il latte pagato agli allevatori 0.75 euro, facendo una media il latte quest’anno dovrebbe essere 1,05 euro al litro». Molte sono quindi le azioni ancora da fare e irrisolte perché si arrivi ad avere un periodo medio lungo di tranquillità e di prezzo del latte di pecora stabile e remunerativo. «Parlare oggi del prezzo del latte e di future crisi, in un momento che apparentemente pare vada per il meglio possibile, si rischia di passare per “untori” e per destabilizzatori del comparto – hanno detto Ninniri, Piana e Vidili – ma sappiamo che cosi non è. Invece è proprio adesso che bisogna discutere e trovare soluzioni perché non accada quanto è avvenuto nel 2016 , quando c’è stato il crollo del prezzo. Discuterne oggi e trovare oggi le soluzioni, lo riteniamo una azione giusta e doverosa. Vogliamo prevenire e non curare, come sino a oggi si è sempre fatto». Copagri chiede che Oilos ridiscuta il prezzo sentendo gli agricoltori, le categorie e la parte commerciale ma anche che lo stesso organismo ottenga al più presto il riconoscimento ministeriale, oltre
che un aggiornamento rapido del piano produttivo del consorzio pecorino romano Dop con specifiche più severe e un marchio finalmente riferito al latte di pecore di razza sarda. Copagri si riunirà nuovamente mercoledì prossimo a Pattada per discutere con gli allevatori di quel territorio.

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