Non diffamò il gestore della piscina, assolto

L’imputato, a nome di un gruppo di utenti, evidenziò via mail una serie di criticità  Sospetti sulle modalità con cui era stata affidata l’indagine per il gradimento  

OZIERI. Assolto «perché il fatto non costituisce reato» dall’accusa di aver diffamato la responsabile della società che gestiva la piscina comunale di Ozieri.

In una mail inviata al sindaco, ai dirigenti dell’ufficio tecnico, dei servizi sociali e della cultura, Stefano Marras (utente di quell’impianto dove era stato anche maestro di nuoto) aveva – a nome di “un gruppo di utenti” della piscina “Milena Seu” – evidenziato una serie di carenze organizzative e qualitative dell’impianto (era stato definito “scadente” anche il livello di preparazione degli istruttori). Nella parte finale della missiva inoltrata via web, Marras aveva anche fatto riferimento a un’iniziativa del Comune che aveva realizzato un’indagine di “customer satisfaction” proprio per rilevare l’indice di gradimento da parte delle persone che usufruivano della struttura. I risultati del questionario avevano dipinto una situazione tutt’altro che negativa, la piscina era stata infatti promossa a pieni voti. Risposte che avevano destato una certa sorpresa. Ecco perché Marras (sempre a nome del gruppo di utenti) a chiusura della e-mail aveva scritto: «Senza voler insinuare che ci possano essere stati dei brogli nell’operazione, ci pare che sia stato quantomeno ingenuo da parte dell’amministrazione comunale l’aver dato praticamente in mano tutta l’operazione proprio al soggetto che doveva essere valutato (la società Garden Sport Center ndc). Ingenua è stata la scelta di utilizzare come urna di raccolta delle schede una comunissima scatola di cartone “sigillata” con del comune nastro da pacchi. Ingenuo è stato il non prevedere di timbrare, firmare e numerare ogni singola scheda onde evitare qualsiasi tentazione di voler “addomesticare” il risultato dell’indagine». Parole che non sono state apprezzate – volendo usare un eufemismo – da Vania Venturicchi, la responsabile della società che gestiva la piscina. La stessa società che aveva distribuito i 300 questionari agli utenti che poi erano stati compilati, depositati in un’urna e restituiti al Comune. Da qui la decisione di presentare una denuncia per diffamazione: Marras era stato rinviato a giudizio «per aver offeso la reputazione di Vania Venturicchi – scriveva il pm – responsabile della struttura sportiva».

L’avvocato Antonio Secci, difensore di Marras, in aula ha spiegato che il suo cliente aveva semplicemente esercitato il suo diritto di critica senza ledere l’onore di alcuno. Aveva cioè espresso un’opinione legittima. In aula erano stati chiamati a testimoniare funzionari del Comune che
si erano schierati dalla parte della Venturicchi (assistita dall’avvocato Nicola Lucchi). Il pm aveva chiesto la condanna al pagamento di una multa di mille euro ma il giudice Silvia Guareschi ha accolto la richiesta di assoluzione dell’avvocato Secci.

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