Copagri: troppe vertenze aperte

Indennizzi siccità, vaccini per la lingua blu e prezzo del latte. Le aziende in attesa dei fondi del Ps

VILLANOVA MONTELEONE. «L’agricoltura sarda fa i conti con troppe vertenze senza soluzione». È l’allarme di Copagri Nord Sardegna. Un’assemblea pubblica a Villanova Monteleone è stata per la Confederazione dei produttori agricoli l’occasione per analizzare i problemi che mettono a dura prova il comparto.

Dal piano di sviluppo rurale all’emergenza siccità, dalle vaccinazioni contro la lingua blu al prezzo del latte: queste e tante altre le questioni aperte. Troppe, per le aziende che a Villanova hanno risposto all’appello del presidente di Copagri Nord Sardegna, Paolo Ninniri, del vicepresidente, Tore Piana, e della dirigente Elena Vidili, esperta di credito e mediazione, presente all’incontro cui ha partecipato anche Andrea Chessa, sindaco di Villanova Monteleone.

«Del miliardo 308 milioni di euro che porta in dote il Psr 2014/2020, solo 340 milioni riguardano misure di investimento, e oltre 170 milioni di questi sono impegnati e derivano per “trascinamento” dal precedente piano», dicono gli allevatori e i loro rappresentanti. Dalle misure finanziate con un unico bando, «a oggi alle aziende non sono ancora arrivati tutti i soldi – è la protesta – gli ottimi risultati sbandierati sulla performance della spesa sono per il 61,4% frutto del trascinamento, la spesa reale si ferma a un misero 38,6%, sono dati molto deludenti».

Altra questione spinosissima è quella che ruota intorno alla legge sulla siccità, del 2017. «Non si capisce come mai, nonostante numerose riunioni del tavolo verde e la disponibilità di circa 39 milioni di euro, non siano stati ancora a oggi distribuiti gli indennizzi previsti per i settori dell’allevamento bovino e delle colture, come abbiamo sollecitato più volte», denuncia Copagri.

Quanto alla vaccinazione contro la lingua blu, «a oggi i dodici veterinari assunti dall’Asl di Sassari dal 1° gennaio al 30 giugno stanno vaccinando solo le agnelle da rimonta, ma mancano i vaccini per tutti gli ovini e per il sierotipo 4», è l’allarme sollevato dai rappresentanti delle aziende zootecniche del territorio. «Non vorremo che si arrivi a vaccinare i capi adulti in settembre e ottobre, quando le pecore sono gravide, perché potrebbero conseguirne dei danni», è l’appello. «Vogliamo si rispetti la scadenza del 31 luglio per tutte le vaccinazioni – chiedono – tra l’altro l’indennizzo di 50 euro a capo morto e di 3 euro per i capi vivi nel gregge infetto, previsti come indennizzo da parte della Regione per il 2017, è insoddisfacente».

Ma tra le preoccupazioni principali di Ninniri e Piana c’è anche la questione del prezzo del latte. «Bisogna rivedere immediatamente il piano produttivo del pecorino romano, convocare l’Organismo interprofessionale del latte ovino
sardo, chiedere di inserire una consistente quota di “Romano”, nel bando Agea, che sicuramente, sarà fatto per le eccedenze del Parmigiano Reggiano e trovare un accordo tra produttori e trasformatori sulla destinazione di un quantitativo da vendere sfuso e da non trasformare in formaggio.

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