Sassari, a 71 anni con la canoa tenta di fare il periplo dell’isola in 15 giorni

Stefano Grassi navigherà su un kayak e dormirà dove capita. “Attila”, veterinario in pensione, sarà affiancato da tre amici 

SASSARI. Gli amici lo chiamano “Attila” e per capire il perché basta stingergli la mano e sperare che te la restituisca tutta intera. Stefano Grassi, 71 anni, veterinario sassarese in pensione, è un omone abbronzato e muscoloso che dimostra almeno vent’anni in meno dell’età dichiarata sulla carta d’identità.

Stamattina alle 11, insieme a tre amici molto più giovani di lui che hanno deciso di affiancarlo nella sua impresa in mezzo al mare, “Attila” metterà in acqua il suo kayak e dalla spiaggia di Fertilia tenterà di circumnavigare l’isola in appena 15 giorni. «Era un regalo che avevo deciso di farmi per i 70 anni - racconta Stefano Grassi - poi lo scorso anno non è stato possibile e allora sarà il regalo per i 71». L’amore tra il veterinario e il kayak è scoccato nel 1974, due anni dopo aver aperto uno dei primissimi ambulatori per animali in città, in cui Grassi si reca ancora tutti i giorni per dare una mano alla figlia Michela che ha seguito le sue orme. Dopo aver già effettuato il periplo della Corsica, dell’isola dell’Elba, dell’arcipelago della Maddalena e partecipato a decine di manifestazioni nella penisola e in nord Europa, il veterinario ha deciso che era il momento di compiere un’impresa nella sua terra: il record di 482 miglia marine da compiere in 15 giorni lungo le coste della Sardegna.

Si parte stamattina sotto il sole di Alghero e il rientro - se tutto andrà come deve andare - è previsto per sabato 9 giugno sempre nella spiaggia di Fertilia. «Con i miei compagni di viaggio - racconta Grassi - navigheremo una decina di ore al giorno. In questo periodo dell’anno le giornate sono molto lunghe e avere tante ore di luce ci consentirà di vogare anche fino alle 20.30 senza alcun problema». Il suo kayak dovrà sopportare oltre al suo peso un’altra cinquantina di chili di bagagli. «Porteremo con noi tutto l’occorrente per sopravvivere - spiega il veterinario - dal cibo in scatola a tendina e sacco a pelo per passare la notte. Dormiremo dove capita e la mattina alle 6.30 saremo già in acqua pronti a partire». Grassi, che qualche anno fa ha messo nel “curriculum” anche un bel tratto del Cammino di Santiago (in quel caso a piedi) e lo scorso anno, questa volta col suo kayak, un giro da brividi in Norvegia intorno in isole Lofoten del circolo polare
artico, da stasera terrà una sorta di diario di bordo sulla pagina facebook creata per seguire l’impresa. La tappa di oggi prevede una navigata di 75 chilometri fino a Is Arenas. «Non è escluso - conclude però Grassi - che potremo anche tirare dritti e fare qualche chilometro in più».

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