Sassari, chiesa di Santa Maria sott’acqua: vertice in prefettura

Marani ha convocato per lunedì sindaco, assessore regionale e soprintendente. Tra le ipotesi anche la chiusura delll'edificio e del convento gravemente danneggiati

SASSARI. Il caso di Santa Maria approda in prefettura. Un vertice tra le parti è stato convocato per lunedì mattina, dal prefetto Giuseppe Marani, in seguito all’ultimo violento nubifragio che ha fatto registrare l’ennesima grave infiltrazione nello storico complesso simbolo di Sassari. La notifica per l’incontro, che si terrà a porte chiuse, è stata recapitata i giorni scorsi al sindaco Nicola Sanna, al soprintendente Francesco Di Gennaro, all’assessore regionale ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini e, per conoscenza, all’arcivescovo Gian Franco Saba e a padre Franco Buonamano, responsabile della provincia francescana.

Il motivo della riunione è riservato, ma è ragionevole supporre che il prefetto Marani voglia vederci chiaro e capire quali siano i margini di sicurezza di chiesa e convento tenuto conto che l’edificio, in pessime condizioni, è aperto al pubblico. A giorni il santuario sarà oggetto di pellegrinaggio in occasione delle celebrazioni per la festa di Sant’Antonio. Ma non solo. Si avvicina a grandi passi anche il mese di agosto, quando a Santa Maria, la notte del 14, a fine discesa, si terrà la cerimonia di scioglimento del Voto all’Assunta. Certo è che il prefetto vorrà fare il punto della situazione anche in seguito all’ultimo sopralluogo fatto a fine anno dai vigili del fuoco che avevano rilevato una situazione allarmante nella chiesa e nel convento.

Ieri mattina c’è stato un sopralluogo di Comune e Soprintendenza: una squadra di tecnici, guidati dall’ingegnere Ica Sanna e dall’architetto Daniela Scudino, ha passato al setaccio il complesso e fatto alcuni rilievi fotografici. A un esame obiettivo sembrerebbe che la situazione sia sensibilmente peggiorata rispetto all’ultimo monitoraggio. La pioggia abbondante delle scorse settimane ha infiltrato ulteriormente la navata centrale, già interessata da cedimenti di materiale, ma nuove lesioni sarebbero comparse nei locali della cantoria, sopra l’ingresso principale, sulla volta del Coro, dietro l’altare maggiore, e nell’abside.

Per averne conferma, i prossimi giorni si procederà a un confronto tra le foto scattate ieri e quelle fatte l’ultima volta. Sul fronte dei lavori, invece, tutto tace. Il finanziamento stanziato a fine anno in sede di conferenza stato-regioni, 680 mila euro, è fermo. L’operazione, che sarà gestita dal segretariato regionale per i Beni culturali e da Palazzo ducale, non è ancora stata avviata. Di certo si sa che i giorni scorsi, del caso si è discusso anche in giunta perché il Comune, a suo tempo, aveva stimato un intervento per tre milioni di euro e una richiesta preliminare, in questo senso, sarebbe già stata inoltrata allo Stato e alla Regione. Fra le ipotesi al vaglio per reperire ulteriori finanziamenti sarebbe emersa anche quella di realizzare un museo dedicato al beato Francesco Zirano per il quale si potrebbero chiedere fondi specifici. Infine il capitolo relativo all’accordo siglato dalla provincia francescana con la fondazione “Aiutiamoli a vivere”, nata per ospitare i bambini bielorussi dopo il disastro di Chernobyl. L’associazione, con sede a Terni e diramazioni in tutta Italia, ha sottoscritto con l’Ordine francescano un accordo
quadro per l’uso e la gestione dei conventi presenti nella Provincia appena riorganizzata, una vasta area che, oltre alla Sardegna, comprende Lazio, Umbria, Marche e Toscana. Per Santa Maria è stata formulata l’ipotesi di una struttura ricettiva da destinare a bisognosi e migranti.

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