Caso Erittu, tre testi in aula

Morte in carcere, il processo in corte d’appello va avanti

SASSARI. Altri tre testi saranno sentiti il prossimo 12 luglio dai giudici della corte d’assise d’appello di Sassari nell’ambito del processo Erittu. In secondo grado si sono susseguiti diversi colpi di scena e nell’ultima udienza era stato persino richiamato in aula Giuseppe Bigella, il pentito di Porto Torres (attualmente in carcere per omicidio) che con le sue dichiarazioni fece riaprire il caso sulla morte di Marco Erittu, il detenuto di San Sebastiano trovato senza vita nella sua cella il 18 novembre del 2008. Una morte inizialmente archiviata come suicidio ma che, dopo il racconto di Bigella, ridisegnò scenari del tutto inaspettati. «Erittu è stato ucciso» aveva rivelato Bigella agli inquirenti. Dichiarazioni che avevano mandato a processo con l’accusa di omicidio tre persone: i detenuti Pino Vandi e Nicolino Pinna e l’agente di polizia penitenziaria Mario Sanna. Altri due colleghi – Giuseppe Sotgiu e Gianfranco Faedda – erano stati invece rinviati a giudizio per favoreggiamento. Tutti e cinque gli imputati erano stati assolti in primo grado dalle rispettive accuse. Marco Erittu nel 2008 era rinchiuso in una cella liscia, perché in qualche occasione aveva manifestato la volontà di uccidersi, ecco perché il caso fu chiuso come un suicidio. All’improvviso, a distanza di anni, era spuntata un’altra verità. Quella di Giuseppe Bigella, un portotorrese che aveva deciso di collaborare
con gli inquirenti confessando di esser stato lui a uccidere Erittu perché così gli aveva ordinato Pino Vandi.

Nell’udienza di luglio saranno sentiti la dottoressa che per prima intervenne nella cella della vittima e due ispettori della penitenziaria. (nadia cossu)

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