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Il soldato Mellino torna a Nule dopo 75 anni

Le spoglie del militare caduto la durante seconda guerra mondiale sono state restituite ai familiari

NULE. Dopo ben settantacinque anni le spoglie del soldato nulese Martino Mellino, caduto sotto un bombardamento durante seconda guerra mondiale, sono state restituite alla famiglia. Era il 1943 quando il soldato, classe 1917, con la licenza in tasca, stava per rientrare nel suo paese per il matrimonio di un parente. Il fatale destino che lo ha accomunato a tanti altri giovani soldati lo ha portato via senza poter salutare i suoi cari. Il ventiseienne Martino Mellino, di rientro in Sardegna, si dovette recare obbligatoriamente per motivi logistici e burocratici nella polveriera di Campomela, a Cargeghe, ma mentre si accingeva a partire alla volta di Nule fu vittima del fatale bombardamento.

Il soldato era stato tumulato nel sacrario militare del cimitero di Sassari. Martedì scorso le sue spoglie sono state restituite alla famiglia e alla comunità. I parenti e le autorità si sono incontrati nella chiesa di Santa Maria bambina per la benedizione delle sue spoglie. «È stato finalmente avverato il desiderio di riportare a casa le spoglie del nostro caro Martino Mellino»- hanno detto i familiari.

Le complesse pratiche per il trasferimento del giovane soldato sono state rese veloci grazie ai generali incaricati. In seguito le spoglie sono state portate nel cimitero di Nule dove «nella sua terra di origine, riposerà in pace», come ha spiegato il sindaco di Nule Giuseppe Mellino. Il sindaco ha annunciato la buona notizia ai suoi concittadini con parole di grande attaccamento alla patria e al sacrificio dei tanti giovani soldati sardi caduti nelle guerre: «Nel bel mezzo di un putiferio politico, dove poca importanza sembra essere data alle istituzioni e alla nostra patria, nel nostro ridente paesino abbarbicato su un altopiano di origine granitica, nella giornata di martedì venivano riconsegnate alla nostra comunità, grazie ai parenti, le spoglie di Martino Mellino caduto tragicamente nel 1943. Mellino era soldato sardo ed italiano caduto sotto i bombardamenti di quell'epoca. In questo delicato momento politico la storia dovrebbe far riflettere tutti. L’Italia ancora crede nei valori del tricolore e nelle tanto vituperate istituzioni».

Elena Corveddu