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Cossoine, il paese mette in mostra la sua storia

Prima partecipazione a Monumenti Aperti. Guidati dagli scolari, si passa dai nuraghi alle chiese

COSSOINE. Mette in campo le sue perle più preziose, Cossoine, per la sua prima partecipazione a Monumenti aperti, sabato 2 e domenica 3 giugno. A iniziare dalla bellissima chiesetta di Santa Maria Iscalas, ai piedi del Monte Traessu, un monumento unico nel suo genere, per gli influssi bizantini che ne hanno definito l’originale pianta a croce greca, ricostruita forse verso la fine dell’anno Mille, su una struttura preesistente. La visita a Santa Maria è guidata dall’omonimo comitato 2018.

Non meno importante è il complesso nuragico di Aidu Corru ‘e Oe, con la presenza di due nuraghi e i resti di un villaggio nuragico e di una tomba di giganti. Visita a cura della consulta giovanile. E poi, il Museo di arte sacra, nella ex casa parrocchiale ora gestita dalla Pro loco, dove sono raccolti paramenti, arredi e oggetti liturgici utilizzati a Cossoine durante le funzioni religiose, a partire dal XVIII secolo fino ai giorni nostri. Visita guidata a cura della Pro loco, che garantisce anche l’apertura del museo, tutte le domeniche, dalle 10,30 alle 12,30. E infine, le due chiese del paese: la parrocchiale di Santa Chiara, edificata fra il XVI e il XVII secolo, e poi ampliata nel XVIII, nello stile gotico-aragonese diffuso dalle maestranze catalane probabilmente operanti ad Alghero.

Visite guidate a cura dei bambini che frequentano l’istituto comprensivo di Pozzomaggiore. E la chiesa di San Sebastiano, probabilmente costruita fra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, e oggetto di interventi nei secoli successivi, conosciuta per la secolare Ardia che si corre in onore del Santo. Anche in questo caso, le visite sono a cura dei bambini dell’istituto comprensivo.

Fra gli eventi collaterali, la mostra fotografica “Su Mammuscone e le grotte”, a cura del gruppo speleologico Tag; il laboratorio “Profumo di spighe”, sull’arte di trasformare il grano in farine e le farine in pani della tradizione locale; il laboratorio “Intrecci colorati”, proposto dalla cooperativa “Babajola” di Bonorva. La mostra e i laboratori si tengono nei locali del Museo enogastronomico. Sul sagrato della chiesa di Santa Chiara, invece, sabato alle 20,30, musiche da film, celebri colonne sonore al pianoforte a cura della Scuola civica di musica Meilogu. «Nuovi siti da scoprire, mostre tematiche – dice la sindaca Sabrina Sassu nella presentazione – degustazione di prodotti locali, associano fascino e tradizione di un paese dalla storia millenaria».

I siti saranno visitabili sabato dalle 15 alle 20, e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Mario Bonu