Oltre 4mila visitatori Successo a Ozieri per Monumenti aperti

OZIERI. Anche l’edizione 2018 di Monumenti Aperti ad Ozieri è andata in archivio e nonostante la concomitante apertura di altri dieci paesi, ha confermato il successo degli anno scorsi con numeri,...

OZIERI. Anche l’edizione 2018 di Monumenti Aperti ad Ozieri è andata in archivio e nonostante la concomitante apertura di altri dieci paesi, ha confermato il successo degli anno scorsi con numeri, seppur in leggero calo, in linea con quelli che la manifestazione ha contato nelle quattro edizioni precedenti. A dare la misura dell’importanza dell’evento sono le firme che i visitatori hanno lasciato nei ventidue siti del circuito che alla fine si sono attestate a 4186 contro le 4782 del 2017. «Siamo soddisfatti dell’andamento sia nella giornata di sabato che in quella di domenica – hanno dichiarato dall’Istituzione San Michele, riferimento locale per la gestione e il coordinamento – ed il flusso continuo nei tanti monumenti ha dimostrato ancora una volta che la formula è vincente».

Il coinvolgimento delle scuole ha portato circa 300 allievi a far da guida insieme a volontari di diverse associazioni, agli scout e ai componenti il servizio civile della biblioteca. A leggere ancora i numeri il sito più visitato in assoluto è stato il museo civico archeologico “Alle Clarisse” con 381 presenze probabilmente attratte oltreché dalla ricca e preziosa collezione di reperti esposti anche dal prolungamento dell’originale mostra “I Nuragici: un territorio, un’isola, il Mediterraneo”. Praticamente lo stesso numero di visitatori, 380, per l’ex polveriera di Listinchedu, oggi di proprietà del Comune di Ozieri che sta provando a concederlo in uso ad investitori che vogliano riconvertire e valorizzare l’area. Non potevano mancare le visite alla Fontana Grixoni e al sotterraneo cunicolo in cui scorre l’acqua con un particolare sistema di canalizzazione, alle grotte di San Michele e a quelle meno conosciute del Carmelo, all’antico forno del pane, alle carceri Borgia, al Palazzo Costi, al ponte romano di Pont’Ezzu e al complesso nuragico Sa Mandra ‘e Sa Jua, alla pinacoteca “G. Altana”, al museo dell’arte molitoria,
al Prometeo, al Museo del Cavallo, a quello Diocesano di arte sacra e a quello privato della Taverna dell’Aquila e inoltre alle chiese di Sant’Antioco di Bisarcio, Rosario, San Francesco e Capuccini. Suggestiva anche la visita al cimitero monumentale .

Francesco Squintu

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