Tutta Ottava piange Nico: ciao bomber, ci mancherai

L’uscita della bara accolta con un lungo applauso e un volo di palloncini bianchi

SASSARI. «Nico, guarda quanta gente è venuta a salutarti, persone che ti vogliono bene, che ti hanno accolto come un figlio, un amico, un compagno, un fratello. E persone che ti hanno conosciuto appena o che hanno solo sentito parlare di te». Quando Sandro Tilocca, capitano dell’Ottava sale sull’altare insieme a due compagni di squadra, nella chiesa dedicata al Santissimo Nome di Gesù, in pochi riescono a trattenere l’emozione.

Davanti a loro c’è un’intera comunità ammutolita, «sprofondata nell’oscurità» come ha detto poco prima il parroco don Tonino Sassu durante l’omelia.

Ci sono Patrizia e Remo i genitori di Nico Della Morte, seduti in prima fila insieme a Eleonora, la ragazza per cui il calciatore originario della provincia di Sondrio aveva lasciato il suo paese e si era trasferito in Sardegna. C’è il suocero, Antonio Sanna, presidente della squadra della borgata che a quel ragazzone biondo di 23 anni aveva offerto la maglia numero 9 e spalancato insieme alla moglie Monica le porte della sua casa, accogliendolo come un figlio.

Ci sono tutti i suoi compagni di squadra, commossi, a pochi metri dalla bara su cui hanno poggiato una sciarpa rossoblù e la maglia di Nico, e una trentina di bambini del settore giovanile che indossano le scarpette da calcio e le tenute da gioco con i numeri sulla schiena.

Nessuno tra gli abitanti di questa borgata «fatta di gente normale, buona e accogliente», come l’ha definita don Tonino dall’altare, è voluto mancare per dare l’ultimo saluto al giovane calciatore ucciso nella notte tra domenica e lunedì con una coltellata al cuore, inferta da Daniele Ventriglia, 25 anni, originario di Carbonia ma residente anche lui a Ottava, arrestato dalla polizia stradale poche ore dopo il delitto. Ieri mattina nel carcere di Bancali, davanti al gip del Tribunale di Sassari Gian Cosimo Mura, il 25enne, difeso dall’avvocato Marco Palmieri, ha confermato la sua confessione già resa subito dopo il delitto davanti al sostituto procuratore Maria Paola Asara. Il giudice delle indagini preliminari ha confermato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Sempre ieri si è svolta l’autopsia e subito dopo la salma è stata restituita ai familiari che si costituiranno parte civile nel processo con l’avvocato Paolo Spano. Oggi verrà celebrato il funerale a Chiavenna, il paese del calciatore, ma ieri pomeriggio prima che lasciasse l’isola per l’ultima volta tutta Ottava ha voluto rendergli un saluto nella chiesa parrocchiale della comunità che lo aveva adottato come un figlio. «Domenica hai giocato la tua ultima partita - ha detto dall’altare il capitano dell’Ottava - facendo un gol a modo tuo, di forza, la stessa forza con cui sei entrato nel cuore di tutti noi. Amavi la vita come un ragazzo di 23 anni dovrebbe fare – ha aggiunto Sandro Tilocca a nome di tutti i compagni – abbiamo trascorso insieme bei momenti, in campo e fuori. Ti volevamo bene perché eri buono, umile, sincero, spontaneo e soprattutto altruista. Questo tuo nobile pregio – ha concluso il capitano dell’Ottava – che ti ha portato a difendere le persone che amavi ti è stato fatale. Ti vogliamo bene Nico, ciao bomber ci mancherai». Subito dopo un lunghissimo applauso e un volo di palloncini bianchi hanno salutato l’uscita della salma dalla chiesa. Poi il carro funebre si è diretto a passo d’uomo
verso il terreno di gioco dell’Ottava, per l’ultimo straziante giro di campo di Nico. Una passerella bagnata dalle lacrime di una comunità stordita, che difficilmente dimenticherà quel ragazzone biondo e sorridente con la maglia numero 9 sulla schiena.

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