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Giave, il Comune adotta il piano particolareggiato

Il progetto urbanistico prevede la tutela del patrimonio immobiliare esistente Quasi nulle le nuove cubature, in linea con il calo demografico degli ultimi anni

GIAVE. Dopo più di trent’anni Giave ha un nuovo piano particolareggiato per il centro storico. O meglio, il Comune ha avviato l’iter procedurale per l’approvazione di uno strumento urbanistico che sostituisce quello adottato in via definitiva nel 1987. Il progetto è stato redatto dall’architetto sassarese Salvatore Manconi, progetto arrivato al termine di uno studio che non ha riguardato le semplici “cubature”, ma anche la storia della comunità giavese. Una comunità che, come ha sottolineato anche la sindaca Maria Antonietta Uras, soffre come tutti i paesi dell’interno, della piaga dello spopolamento che hanno portato i residenti a poco più di 500 abitanti.

E proprio in quest’ottica di “crescita zero” l’architetto Manconi ha ipotizzato un piano particolareggiato che non prevede nuove cubature, se non quelle sostitutive di caseggiati crollati o irrecuperabili, e che punta quasi tutto sulla conservazione dell’esistente o sulla ristrutturazione di quegli immobili sui quali è possibile un intervento di ripristino o ercupero.

La demografia di Giave, peraltro, lascia poco spazio agli interventi per nuove realtà immobiliari: al momento i residenti sono 527 (260 maschi e 267 femmine) di cui soltanto 176 di età inferiore ai 35 anni, mentre sono ben 107 gli ultrasettantenni. Quasi tutti i nuclei familiari, ricordano ancora sia Maria Antonietta Uras sia l’architetto Salvatore Manconi, vivono in case di proprietà e alla luce della insistente crisi economica e occupazionale «si tratta di un trend – scrive Manconi – al momento inarrestabile, la cui popolazione residua continua a calare anno dopo anno».

Nella sua relazione di accompagnamento alle schede tecniche del piano, l’architetto Manconi non dimentica di bacchettare la comunità giavese che, invitata agli incontri per condividere le scelte future, non ha partecipato «dimostrando quindi l’assoluto disinteresse per il teme e la totale inesigenza di modifiche volumetriche per le proprie case».

Il nuovo piano non è quindi mirato a calibrare nuovi aumenti del costruito ma è indirizzato «quasi esclusivamente a garantire una misurata rivalutazione del peculiare costruito dell’antico borgo– scrive ancora l’architetto Manconi – un patrimonio architettonico che proprio perché sono stati trascurati e non attuati gran parte degli “accrescimenti” che il vecchio piano regolatore prevedeva, oggi è ricco di aspetti di assoluto pregio».

Nel frattempo e prima che il piano venga adottato definitivamente è prevista la sospensione di tutti “permessi di costruire”. (e.m.)