Esplosivo a Fiume Santo, cade la ciminiera

È alta 150 metri, costruita negli anni 80 insieme ai primi due gruppi della centrale Si inizia alle 16, strada chiusa per creare un’area di sicurezza fino alla spiaggia

SASSARI. É più lunga di un campo di calcio, alta più o meno come un grattacielo, 150 metri. La ciminiera nata insieme ai primi due insediamenti della centrale elettrica di Fiume Santo ha ormai le ore contate e oggi - a partire dalle 16 - verrà demolita con le cariche esplosive. Nei giorni successivi toccherà invece alle due caldaie, alte 40 metri, ormai da tempo destinate alla rottamazione.

Sono passati circa trent’anni da quando la centrale ha messo radici lungo la costa di Fiume Santo e la storia fa registrare uno di quei momenti che segnano la fine di un’epoca: l’abbattimento del camino chiude un percorso e ne apre un altro che - si spera - possa essere caratterizzato da un piano serio di bonifiche ambientali di quell’area che sorge a poche centinaia di metri da un’area Sic di pregio come lo stagno di Pilo.

La demolizione con le micro-cariche esplosive è una scelta che EP Produzione - nuova proprietaria della centrale - ha preso affidando l’incarico a una controllata, la società Ave. Inizialmente l’abbattimento avrebbe dovuto seguire un altro schema, un po’ come avvenuto a Vado Ligure per la ciminiera della Tirreno Power. E cioè impalcature fino alla sommità della torre fumi, pinze idrauliche che sbriciolano il cemento e fanno cadere all’interno della ciminiera i pezzi che poi vengono recuperati e smaltiti. Poi - più o meno a metà - la demolizione completata con le operazioni eseguite dalle piattaforme da terra.

Una operazione decisamente più costosa rispetto alle cariche esplosive. A Fiume Santo Regione e Arpas hanno dato via libera all’uso dell’esplosivo, anche il ministero dell’Ambiente non si è opposto. E nessuno anche negli organismi territoriali ha mai adottato provvedimenti adeguati per contrastare l’operazione. E oggi si entra nella fase esecutiva. Il Movimento 5Stelle, ieri, con la deputata di Alghero Paola Deiana e i rappresentanti nei consigli comunali di Sassari e Porto Torres hanno voluto sottolineare «le tante incognite e i rischi per l’ambiente e per il territorio». I dubbi riguardano le modalità di smaltimento delle macerie che «devono essere trattate come rifiuti pericolosi» e la richiesta è quella di attivare un monitoraggio ambientale continuo per verificare la piena tutela dell’ambiente circostante. Gli esponenti dei 5Stelle hanno chiesto di essere presenti oggi alle operazioni di abbattimento del camino. La strada di collegamento tra la SP 57 e la spiaggia di Fiume Santo, dal bivio verso la pesa dei gruppi 3-4 all’accesso alla spiaggia è chiusa da
ieri sera e fino alle 20 di oggi, l’ordinanza è stata diramata ieri dal comandante della polizia municipale di Sassari Gianni Serra. L’abbattimento della ciminiera consentirà di eliminare uno sbarramento visivo e, in prospettiva, anche di recuperare un pezzo della spiaggia di Fiume Santo.

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