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Gli studenti scoprono i segreti di latte e ricotta

Viaggio nel cuore del Caseificio Pinna per tre classi dell’Ipsar di Perfugas Muniti di camice e calze sterili i ragazzi hanno assistito alle fasi della produzione

THIESI. Studenti che toccano con mano quanto studiato sui libri, che vivono da vicino quella che, un domani, potrebbe essere una concreta opportunità di lavoro. Accade a Thiesi, negli spazi dello stabilimento della Fratelli Pinna industria casearia Spa, partner del progetto “La Nuova Scuol@” l’iniziativa del quotidiano che i mesi scorsi ha messo a disposizione ogni giorno duemila copie del giornale e fatto incontrare le aziende che hanno sostenuto il progetto con gli studenti degli istituti superiori. I ragazzi dell’Ipsar di Perfugas, sede staccata dell’istituto di istruzione superiore “N. Pellegrini” del dirigente Stefano Sole, accompagnati dalla professoressa Vittoria Usai, da Margherita Bossi, Giuseppe Milia e Silvia Guerra, ieri hanno compiuto una vero e proprio viaggio nel cuore della produzione lattiero casearia.

La realtà ha confermato le attese: l’esperienza di Thiesi ha dato seguito e sostanza allo studio dell’intero anno scolastico, con capitoli, paragrafi e parole hanno preso forma di forme di formaggio, in generale di prodotti che nella loro varietà offrono una vasta gamma di soluzioni d’acquisto.

«I nostri alunni, avendo vissuto un’esperienza di alternanza scuola-lavoro in un caseificio, conoscevano già procedure e meccanismi principali della lavorazione» affermano i docenti. Ma il caseificio Pinna è fornito di macchinari utili alla conservazione termica con tecnologie impiantistiche all’avanguardia che hanno stimolato la curiosità dei giovani visitatori. Hanno assistito al momento del conferimento del latte che, dopo analisi accurate, viene pastorizzato in una macchina ad hoc. E ancora la formazione della cagliata, la messa in forma del formaggio e la facilitazione di allontanamento del siero avviato alle caldaie per la produzione della ricotta». «Altra cosa che ha colpito i ragazzi è stata l’igiene della struttura: noi insegnanti e accompagnatori e tutti gli studenti, identificati come visitatori, siamo entrati all’interno dello stabilimento muniti di camice, cuffia e calzari sterili, dopo essere passati su macchinario che ha ulteriormente sterilizzato piedi e mani». Le classi coinvolte sono la terza A, la terza B e alcuni ragazzi della seconda A premiati per comportamento e profitto.