Ats, via libera alle 1.200 assunzioni

Il piano dell'Azienda per la tutela della salute illustrato a Sassari. Anestesisti e cardiologi le figure più richieste

SASSARI. Stabilizzazione dei precari, sblocco del turn over e un complessivo migliore utilizzo delle risorse in campo. L’Ats dà il via al piano dei fabbisogni stilato lo scorso autunno in collaborazione con i responsabili delle 8 aree socio-sanitarie dell’isola. Entro l’anno, l’organico delle strutture sanitarie sarde sarà potenziato da 1.200 assunzioni che saranno spalmate nei diversi reparti a cominciare da quelli considerati in sofferenza. Il piano, che darà il via al prossimo reclutamento di personale, è stato illustrato dal manager Fulvio Moirano affiancato dal direttore amministrativo Stefano Lorusso.

A ottobre il direttore generale dell’Ats aveva riunito i manager delle 8 aree per analizzare in dettaglio la situazione dei fabbisogni legati ai reparti ospedalieri. In quella riunione era stato indicato un numero approssimativo di 1.200 unità che scattava un’istantanea più o meno nitida delle esigenze segnalate negli anni dalle diverse strutture. Circa 800 erano risultati i precari in attesa di stabilizzazione e 400 le figure professionali che, nel corso di quest’anno, sarebbero venute a mancare per via dei pensionamenti.

Per entrare nel dettaglio, c’è da dire subito che di queste 1.200 unità, 447 sono infermieri di cui 223 precari da stabilizzare (domande da presentare entro il 19 giugno) e i restanti 224 da reclutare all’esterno attivando procedure di mobilità. Al riguardo va detto che si tratta di una bella opportunità offerta a tutti quei sardi che da 5 anni lavorano nelle strutture della penisola e che nel frattempo hanno fatto domanda per rientrare in Sardegna. Altra nota positiva è lo sblocco del turn over.

Per ciò che riguarda i dirigenti medici su una quota di 373 unità, 172 saranno quelli da stabilizzare mentre per gli altri 201 si adotteranno sistemi differenti tra procedure di mobilità, scorrimento di graduatorie e bando di nuovi concorsi. Fra questi sono compresi anche 50 posti riservati a figure apicali, tra primari e direttori sanitari, ruoli di non poco conto da cui dipende la guida di strutture anche delicate. Della restante quota, non meno di 117 saranno operatori socio-sanitari di cui una buona metà dovrà essere stabilizzata con contratti a tempo indeterminato e l’altra con procedure diverse tra cui anche nuove assunzioni. Se si dovesse stilare una classifica delle

figure più richieste, al primo posto c’è l’anestesista. Ma c’è bisogno anche di cardiologi, radiologi e medici di pronto soccorso con particolare riferimento a quelle figure che rientrano nella nuova specializzazione denominata “Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza”.
 

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