Ponte Romano, slalom tra erba e buche

Degrado e abbandono in una delle mete turistiche più gettonate. Proteste anche per i “crateri” in via Pietro Guarino

PORTO TORRES. A Porto Torres si dice da diversi anni che si vuole puntare sul turismo e sulla valorizzazione delle bellezze storico-archeologiche. Con l’arrivo della primavera, nonostante il clima inclemente, hanno cominciato ad arrivare in città, quasi alla chetichella, i turisti. Sbarcato dalle navi o di passaggio da altri lidi, qualcuno decide di visitare le aree simbolo dell’antichità turritana, in particolare la Basilica di San Gavino e l’Antiquarium Turritano con l’area archeologica di Turris Libisonis. Ebbene, chi volesse recarsi all’Antiquarium ha sostanzialmente scelte obbligate: c’è chi ci arriva da via Vespucci, chi da via Bassu e chi da via Ponte Romano. I passaggi principali sono però questi ultimi due e anche al turista o portotorrese più distratto non può sfuggire il degrado che circonda chi vuole andare a godere delle bellezze della colonia romana. Chi da piazza Umberto opta per via Ponte Romano, oltre a recinzioni arancioni negli uffici comunali da cui spuntano arbusti rigogliosi, è accompagnato da autentiche foreste che emergono dai marciapiedi o svettano dalle aiuole. La recinzione del parcheggio de “La Piccola” è divelta e giace da mesi riversa sul pavimento senza che nessuno abbia mai pensato di ripristinarla, mentre la zona dei binari in disuso è in tale stato di abbandono che l’erba è cresciuta a dismisura e addirittura gli alberi hanno preso dimora tra i binari, mentre il manto stradale è simile a un’area bombardata. Un contrasto incredibile con l’area Maetzke dall’erba ben curata. Anche la recinzione del vecchio giardino delle ferrovie è circondata da recinzioni arancioni mentre in alcune porzioni la muratura è proprio crollata. Piazza Stazione non si presenta meglio, con le tracce di un vecchio falò sul muro esterno della vecchia sala d’aspetto ed erbacce che spuntano in ogni dove dagli interstizi tra il marciapiede, la muratura e l’asfalto. Via Bassu non è troppo diversa: buche enormi, qualche rattoppo, il marciapiede privo di pavimentazione e l’aria da eterno cantiere. Davanti all’Antiquarium e all’edificio della guardia di finanza, poi, l’asfalto è davvero in condizioni pietose.

Di buche, ormai è evidente, ce ne sono parecchie in ogni zona della città ma, con l’arrivo dell’estate e, si spera, della bella stagione e dei turisti, le strade d’accesso o che portano fuori Porto Torres assumono un’importanza maggiore, essendo attraversate da una mole più intensa di traffico. Ecco perché colpisce particolarmente lo stato disastroso in cui versa via Pietro Guarino, la strada che incrocia via Monte Angellu e via Porrino e più in basso via Mentana, ideale prosecuzione per chi affronta la salita di via Giuseppe Manno per poi immettersi in via dell’Industria o da questa entrarvi per dirigersi verso via Pierluigi da Palestrina e gli esercizi commerciali presenti nelle vicinanze. Specialmente il tratto conclusivo, quello più vicino all’incrocio con via dell’Industria, ha l’aspetto di una zona in totale stato di abbandono, tali e tanti sono i crateri che si aprono sulla strada. Il manto stradale è un susseguirsi costante e continuo
di rattoppi e buche profonde, tanto da diventare pericolose per auto e moto in particolare soprattutto quando piove e le pozzanghere ne nascondono la profondità. La carenza di attenzioni e cure ha poi portato alla presenza sulla strada di ghiaia frutto dello sgretolamento dell’asfalto.

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