Colpi agli alunni, maestra assolta

Il giudice: nessun abuso di mezzi di correzione nella classe di Ossi. La parte civile: pronti all’appello

SASSARI. Se da una parte c’è chi esulta per «la fine di un incubo durato sette anni e che ha messo a dura prova una professionista esemplare», dall’altra c’è chi parla di una «sentenza sconcertante e del tutto inattesa».

Si è chiuso ieri pomeriggio con un’assoluzione il processo a carico della maestra di Ossi Maria Pina Mastino accusata di aver abusato dei mezzi di correzione con i bambini di una classe della scuola di Ossi dove lei insegnava. Reato per il quale il pubblico ministero Antonio Piras aveva chiesto la condanna a tre mesi di reclusione, richiesta alla quale si erano associati anche gli avvocati di parte civile Michele Sanna e Maria Antonietta Sanna che durante la loro discussione avevano messo in evidenza le parole pronunciate dai testimoni che avevano confermato le violenze fisiche e verbali subìte da parte della maestra.

«Quei bambini non sono mai stati sentiti durante le indagini preliminari, hanno parlato per la prima volta a dibattimento – aveva sostenuto con forza nella sua arringa l’avvocato difensore Gabriele Satta – quando le deposizioni potevano esser state inquinate dalle frequentazioni familiari e in particolare dai racconti delle mamme che si sono “passate” la vicenda di bocca in bocca». Tesi evidentemente accolta dal giudice Silvia Guareschi che ha assolto la maestra «perché il fatto non sussiste».

Alcuni alunni, davanti al giudice, in aula, avevano raccontato di «colpi alla nuca», «dita infilate nel naso», «sculaccioni» e offese verbali: «Sei una lumaca», «sei un asino», «stronzo». Diversi genitori si erano rivolti ai carabinieri. «Mio figlio finalmente si confidò con me – aveva raccontato al pm una mamma – Mi disse che la maestra di matematica gli tirava i capelli e le orecchie. Che gli faceva togliere gli occhiali e gli premeva gli occhi con le dita. Una volta vidi che aveva un livido dietro l’orecchio e un edema sul naso, mi raccontò che la maestra gli aveva dato uno schiaffo e gli uscì anche il sangue dal naso».

Di diverso avviso il legale difensore: «La formula utilizzata dal giudice per l’assoluzione parla chiaro, ha evidentemente ritenuto che la prova fosse mancante, insufficiente o contradditoria – dice Satta – Tradotto significa che non si può attribuire patente di credibilità ad accuse che provengono da minori mai sentiti nell’immediatezza dei fatti ma dopo 5 anni a dibattimento. Il giudice non può essere nella condizione di dire che i fatti raccontati oggi sono realmente accaduti, non ha riscontro in ordine alla loro veridicità perché nulla è stato acquisito al momento giusto e le testimonianze dei bambini non sono mai state assistite dall’ausilio di un esperto psicologo». Una soddisfazione, quella di Gabriele Satta, “macchiata” dal fatto che «nessuno ripagherà l’insegnante delle sofferenze e dei patimenti subiti in questi 7 anni».

Molto più duro l’avvocato di parte civile Michele Sanna che a proposito della tesi difensiva dice: «Non sta in piedi,
i bambini hanno parlato tardi perché la maestra aveva creato un clima di terrore in classe e avevano paura di raccontare. Alla fine uno di loro si è confidato con la propria mamma. Rispetto la sentenza ma resto fortemente deluso. Attendiamo le motivazioni e poi ricorreremo in appello».

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