Viale Trieste, marciapiedi distrutti da 5 anni

Nessuno ha ancora riparato le lesioni create da una vecchia perdita d’acqua e dallo smottamento

SASSARI. Transenne ai lati della strada, al centro l’asfalto irregolare, lesioni sul marciapiede a ridosso di un palazzo e un tratto di ringhiera che non c’è più. Siamo nel quartiere di Cappuccini, in viale Trieste, all’angolo con via Principessa Jolanda. Da almeno cinque anni i cittadini aspettano un intervento definitivo per la soluzione di un problema annoso. Tutto questo dal gennaio 2013, in seguito allo smottamento della strada provocato dal cedimento di una condotta sotterranea. Dopo tanto, però, non si sa ancora chi debba risistemare i marciapiedi devastati dal disastro, se Palazzo ducale o Abbanoa. «Ci siamo già impegnati a reperire le risorse per tamponare le emergenze – spiega l’assessore alle Manutenzioni Antonio Piu – prendendo in carico interventi che non competono all'amministrazione comunale, ma alla società Abbanoa, con l'obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini che transitano in viale Trieste».

L’episodio, stando ai racconti dei residenti, è stato preceduto da una serie di avvisaglie, la prima addirittura nell’estate del 2012. Un fiotto d’acqua era emerso proprio in viale Trieste investendo anche via Principessa Jolanda. La segnalazione ad Abbanoa era scattata immediatamente: Sandra Manca, titolare di uno studio di consulenza del lavoro, a pochi metri dalla “sorgente”, aveva trasmesso, via fax, una richiesta d’intervento all’ente gestore dell’acqua pubblica. La riparazione era stata fatta, ma a gennaio successivo, nello stesso punto, forse a causa delle piogge abbondanti, la condotta sotterranea si era lesionata di nuovo provocando un disastro. Il marciapiede a ridosso della palazzina al civico 1 di viale Trieste aveva ceduto e dall’altra parte era smottato anche il tratto sottostante l’edicola dei giornali che poco dopo era stata trasferita più indietro, all’angolo con viale Caprera, dove si trova adesso. Il viale era stato chiuso al traffico per qualche tempo, stesso copione di viale Trento in questi giorni. Poi, trascorsa la fase acuta e riparato il danno, in superfice erano rimaste le cicatrici evidenti ancora oggi. Su viale Trieste, una recinzione metallica posticcia, parzialmente coperta da una rete di plastica arancione copre il varco lasciato dallo spostamento dell’edicola. Su via Principessa Jolanda, a ridosso dalla palazzina d’angolo con viale Trieste, il marciapiede lesionato che da allora è chiuso al transito. Quando piove, l’acqua infiltra nei garage, ma a farne le spese è anche lo studio di consulenza del lavoro che ha l’ingresso dal marciapiede. Nel frattempo sono state fatte diverse segnalazioni al Comune, ad Abbanoa e ai vigili del fuoco. Solo Giovanni Brianda, titolare del caffè, in viale Trieste, ne ha trasmesse almeno sette agli uomini del 115. Ma della questione si era discusso anche in consiglio comunale a seguito di un’interrogazione che risale ormai a due anni fa. Ciò che preoccupa non sono solo le lesioni fin troppo evidenti sul marciapiede di via Principessa Jolanda, ma il tratto transennato dall’altra parte, che dà su una ripida scarpata degradante verso viale San Francesco. La recinzione metallica, sistemata dopo il trasferimento dell’edicola, è semplicemente accostata, basta un attimo perché un bambino, magari eludendo la sorveglianza degli adulti, si infili nel varco tra il muretto e il montante con conseguenze facili da immaginare. L’area, inoltre, è molto infestata da erbacce e qualcuno
ha segnalato perfino la presenza di topi. «Nei prossimi mesi – garantisce l’assessore Piu – saranno effettuati innanzitutto i lavori sul marciapiede all'angolo con via Principessa Jolanda e si provvederà al ripristino della recinzione di viale Trieste».

Antonio Meloni

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