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Caso Secur, a rischio sessanta posti di lavoro

Con i nuovi appalti dei servizi di vigilanza di Aou e Ats si apre la vertenza per gli addetti al portierato

SASSARI. Da un giorno all’altro hanno scoperto che il loro lavoro era diventato improvvisamente inutile. Sessanta lavoratori della Secur, la società che gestiva i servizio di portierato degli ospedali e dei presidi sanitari del distretto sanitario di Sassari, non sanno se dopo l’estate avranno ancora un posto di lavoro.

Una prima parte - i 43 lavoratori che prestavano servizio per l’Aou - sono stati messi in ferie dal primo giugno, la seconda - 16 addetti al portierato della Ats - andranno in ferie forzate dal 15 di questo mese. A nessuno dei lavoratori è stato comunicato il giorno in cui dovrà riprendere a indossare la divisa e tornare a lavoro. Un’incertezza che ha gettato sessanta famiglie nella disperazione.

Con il nuovo appalto del servizio di vigilanza e portierato dell’Aou e dell’Ats, vinto da un’associazione temporanea d’impresa, si è ridotto drasticamente il numero degli addetti al portierato ed è aumentato quello delle guardie armate. «Devono dirci che cosa hanno intenzione di fare della nostra vita - spiega uno dei lavoratori in ferie dal primo giugno - siamo tutte famiglie monoreditto e ritrovarci senza stipendio da un giorno all’altro sarebbe un dramma. Quello che è successo con il cambio d’appalto - aggiunge ancora il lavoratore - ha penalizzato gli addetti al portierato che erano la maggioranza dei dipendenti Secur». La società subentrante all’appalto ha effettivamente assorbito una parte di lavoratori, tra guardie armate e portieri, ma sessanta di loro sono risultati in esubero. «Il sindacato non permetterà che i lavoratori del Gruppo Secur perdano il posto, vogliamo garanzie perché non si crei una nuova emergenza sociale e perché possa cessare la disperazione delle famiglie» spiega Maria Giovanna Mela, segretaria della Cisl Fisascat, certa che Aou e Ats debbano trovare una soluzione per chi rischia di rimanere da un giorno all’altro senza occupazione.

«Questi lavoratori hanno già patito troppe sofferenze - aggiunge la sindacalista - perché i mesi scorsi hanno dovuto stringere i denti per
via degli stipendi che arrivavano sempre in ritardo. Quello che chiediamo - conclude Maria Giovanna Mela - è che ci sia l’estensione dei contratti anche per chi è rimasto fuori e ora si trova in ferie forzate. Serve la buona volontà di Aou e Ats per evitare una nuova emergenza sociale».

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