Sassari, la Regione non decide sul futuro del Carmelo

La Provincia dal 2015 cerca l’accordo per l’ingresso nel sistema museale. Guido Sechi: «Senza il passaggio di proprietà si blocca il progetto da 3 milioni»

SASSARI. La Regione non decide sul futuro del Museo del Carmelo, dal lontano 2005 destinato a entrare nel sistema museale regionale. E Guido Sechi, l’amministratore straordinario della Provincia, proprietaria dell’edificio sempre in attesa di diventare Museo del Novecento e dell’arte contemporanea con la ricca collezione di Giuseppe Biasi, si chiede perché dopo tre anni di trattative e viaggi da Sassari a Cagliari, non si riesce a mettere un punto fermo sul passaggio in comodato gratuito dell’ex convento tra le due amministrazioni. Passaggio che spianerebbe la strada a quanto aveva previsto la giunta Soru approvando con delibera un documento di indirizzo politico amministrativo per la razionalizzazione e lo sviluppo del sistema regionale dei musei.

Sembrava che ci fossero i presupposti per una svolta, per un trasloco di competenze sulla manutenzione dello storico complesso risalente al 1600, rimasto in naftalina per otto anni, dopo la ristrutturazione e poi “riaperto” nel 2016 con una sinergia tra Comune e Provincia. «E invece non ho ottenuto le risposte che speravo e mi amareggia il fatto che sulla cultura, l’istruzione e altri temi che riguardano il Nord Sardegna, la Regione non ha la stessa sensibilità che dimostra nei confronti del Sud dell’isola», è il giudizio tagliente di Sechi. A leggere la delibera firmata all’allora presidente Renato Soru non si può dargli torto: nel Sassarese è rimasto sulla carta non solo il museo all’archivolto del Carmine, ma anche quello della moda che doveva essere creato ad Alghero.

Cosa è successo, allora? La doccia fredda per l’amministratore straordinario della Provincia è arrivata nel corso dell’ultimo incontro a Cagliari, avvenuto l’11 maggio scorso, per esaminare appunto la possibilità di trasferire in comodato d’uso l’ex convento del Carmelo all’assessorato agli Enti locali. Al tavolo c’erano l’assessore alla Cultura, Giuseppe Dessena, la direttrice generale dell’assessorato agli Enti locali, Antonella Giglio, e il direttore del Servizio demanio e patrimonio e autonomie locali di Sassari, Giovanni Carta. Prima botta: «La dirigente Giglio ha informato che il suo assessorato può prendere in carico solo immobili che siano destinati ad uffici regionali»,spiega Sechi. Seconda cocente delusione: «Alla proposta che fosse invece l’assessorato alla Cultura a curarsene, Dessena ha risposto di non aver i fondi necessari per le manutenzioni ordinarie e straordinarie».

Guido Sechi sbotta: «A questo punto è necessario che la politica riprenda il suo ruolo di decisore. Ci sono difficoltà di carattere burocratico, è necessario un provvedimento legislativo? Gli assessorati si mettano d’accordo e concludano l’iter. Senza questo primo passaggio non si può procedere all’accordo di programma previsto e non si possono usare i 2 milioni 800 mila euro a disposizione per adeguare il museo agli standard regionali oltre ai 200mila euro per la predisposizione del piano di gestione e marketing». Tutto sfumato, quindi? «Pur di rendere fruibile il Carmelo si potrebbe procedere comunque al passaggio in comodato restando a carico dell’ente che amministro il mantenimento e la cura
fino a che non venga individuato il gestore del Museo del Novecento. L’immobile si conserva meglio se si sfrutta, e alcune delle trecento opere di Biasi che dovevano essere il nucleo principale dell’allestimento si stanno deteriorando in attesa di essere esposte al pubblico».



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