Droga nel circolo, dodici imputati

Ittiri, spacciavano e consumavano hascisc e cocaina al “Brillo parlante”. Il pm ha chiuso le indagini

ITTIRI. Il locale era stato adibito a centrale dello spaccio, i clienti andavano a bere qualcosa e poi si scambiavano dosi di droga. Tutto documentato dalle immagini di telecamere interne al circolo che gli inquirenti – almeno fino a un certo punto dell’indagine – hanno avuto modo di visionare nel dettaglio.

Il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha chiuso l’inchiesta su un giro di droga che aveva come epicentro il circolo “Il Brillo parlante” di Ittiri. Un locale al centro del paese che, così come scritto nell’avviso di conclusione delle indagini, «era stato adibito a luogo di convegno di persone che lì si davano all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope» nel periodo compreso tra ottobre del 2015 e gennaio del 2016. Nel registro degli indagati sono finite in tutto dodici persone, tutte di Ittiri.

Si tratta di Cristina Popovich, 27 anni, Giuseppe Tala, anche lui 27enne, Andrea Mura, di 33, Francesco Paddeu, di 41, Andrea Nurra, di 33, Giovanni Leonardo Carta, di 32, Simone Simula, di 35, Giuseppe Pisanu, 48, Pietro Solinas, 50, Valerio Solinas, 35, Salvatore Cherchi, 32 e Franco Diego Orani di 52 anni. Le accuse più pesanti sono quelle a carico della Popovich che avrebbe appunto adibito, secondo la Procura, “Il Brillo parlante” a luogo di spaccio e di consumo di sostanze stupefacenti. Mentre, insieme a Tala e Mura, avrebbero «detenuto per farne smercio, all’interno del locale e in altri immobili nella loro disponibilità, un quantitativo imprecisato, ma comunque non modesto, dovendo soddisfare le richieste di diverse decine di acquirenti per un lungo periodo di tempo, di cocaina e marijuana che poi cedevano ad altri». Alla Popovich, così come a Tala, sono contestati una lunga serie di episodi nei quali avrebbero ceduto, o comunque procurato, la droga a diverse persone che frequentavano il locale. A Giovanni Carta il pm contesta anche il fatto di aver aiutato Tala «a eludere le investigazioni dei carabinieri della stazione di Ittiri, ispezionando con il medesimo tutti gli ambienti del locale alla ricerca di sostanza stupefacente occultata da smaltire attraverso lo scarico del wc». Di spaccio sono accusati tutti gli altri imputati, mentre Paddeu deve rispondere di un altro reato, quello punito dall’articolo 378 del codice penale: favoreggiamento. Per aver «aiutato Tala a eludere le investigazioni dei carabinieri di Ittiri, fornendogli fondamentali notizie afferenti potenziali controlli della polizia giudiziaria inquirente, acquisite dallo stesso Paddeu attraverso un non meglio identificato “maresciallo” in servizio presso l’Arma di Alghero». Nelle ultime settimane è stato
notificato agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha già chiesto per tutti il rinvio a giudizio. Ora spetterà al gip pronunciarsi sulla richiesta del pubblico ministero.

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